Torino, 15 giu. -(Adnkronos) - E' lungo e' articolato il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari predisposto dalla Regione Piemonte e che ora potrebbe essere interessato dal programma di dismissioni di beni pubblici in questi giorni all'attenzione del governo. Nell'elenco figurano beni disponibili che possono entrare a far parte dei tre fondi comuni pubblici che sono allo studio dell'esecutivo nazionale e che dovrebbero essere operativi dal prossimo autunno, oppure che possono essere ceduti. A questi si aggiungono i fondi indiponibili, come gli ospedali, sui quali la Regione sta valutando la possibilita'che vengano fatti confluire in un fondo etico. Tra i beni immobili, non strumentali e suscettibili di dismissioni, figurano numerosi fabbricati, situati in Torino, tra cui quello di piazza Castello, dove attualmente hanno sede gli uffici della Giunta regionale e di alcuni assessorati, l'ex opera universitaria 'Villa Gualino'. Altri fabbricati e terreni nella provincia torinese, come l'ex villaggio olimpico di Bardonecchia, in Valsusa, il palaghiaccio di Torre Pellice e l'impianto per il biathlon a Cesana, terreni e aziende agricole dislocate un po' in tutte le province del Piemonte, da Alessandria a Novara, da Asti a Vercelli, da Biella a Cuneo. "Il progetto messo a punto dal Governo che prevede l'istituzioni di fondi comuni pubblici per le dismissioni degli enti locali - sottolinea l'assessore al Patrimonio della Regione Piemonte, Giovanna Quglia - e' un veicolo interessante. Ci auguriamo che il Governo apra in tempi brevi un confronto con le Regioni e gli enti locali per capire sia i tempi, sia a chi sara' affidatala gestione di questi fondi. Attulmente come regione -conclude - stiamo lavorando per valorizzare i nostri beni e venderli, se c'e' un'operazione a livello nazionale, ben venga, il confronto e' aperto".




