Nel 2026 le buste paga dei lavoratori dipendenti del settore privato diventano più ricche grazie alle agevolazioni fiscali introdotte dalla legge di Bilancio. La misura principale è una flat tax al 5% sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali (CCNL) firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
L’agevolazione sostituisce l’Irpef ordinaria (e le addizionali) e si applica automaticamente (salvo rinuncia scritta) solo per le somme erogate nel 2026, a favore di chi nel 2025 ha percepito un reddito da lavoro dipendente fino a 33.000 euro.Le simulazioni elaborate dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro mostrano un beneficio netto annuo che varia da circa 190 a 850 euro, a seconda del CCNL e dell’entità dell’aumento. I vantaggi più elevati si registrano nel commercio (fino a 850-851 euro), seguiti dalle telecomunicazioni (fino a circa 507 euro) e dai metalmeccanici (fino a 250 euro circa).
Pensioni di aprile, quanto si perde sull'assegno: ecco che cosa cambia
La pensione di aprile, in pagamento mercoledì 1° aprile, non porterà novità rispetto al mese pr...L’effetto si vedrà progressivamente dalle buste paga di marzo/aprile 2026, con possibili conguagli sugli arretrati maturati nei primi mesi.La seconda novità riguarda le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, domenicale, nei giorni di riposo settimanale e indennità di turno: su queste voci (entro un limite massimo di 1.500 euro annui) si applica un’imposta sostitutiva del 15%, riservata ai dipendenti con reddito fino a 40.000 euro nel 2025. Le somme eccedenti il tetto tornano alla tassazione Irpef ordinaria.Queste misure, chiarite dalla circolare n. 2/2026 dell’Agenzia delle Entrate, puntano a sostenere il potere d’acquisto, favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e rafforzare il legame tra produttività e retribuzioni, inserendosi in un pacchetto fiscale più ampio per il 2026.




