Libero logo

Pensioni, un giugno "folle": aumenti e tagli, come cambia l'assegno

di Ignazio Stagnovenerdì 22 maggio 2026
Pensioni, un giugno "folle": aumenti e tagli, come cambia l'assegno

3' di lettura

Fate attenzione al cedolino della pensione di giugno. Sarà davvero diverso da tutti gli altri. La prima variazione sull'importo riguarderà gli ex dipendenti pubblici. Alcuni di loro, infatti, appartengono alla alle gestioni ex Inpdap e hanno raggiunto la pensione con i requisiti per la vecchiaia ordinaria. L'istituto di previdenza sociale ha effettuato alcuni ricalcoli automatici e nel prossimo accredito ci saranno le cifre corrette che includeranno tutti gli arretrati accumulati nel tempo. E in alcuni casi gli importi supereranno la cifra di 1.000 euro. Sostanzialmente si tratta di un conguaglio extra, o meglio, di somme che spettavano già ai destinatari del trattamento previdenziale e che vengono erogati in seconda battuta in modo complessivo. Ma non finisce qui. C'è chi invece subirà un taglio sull'importo. E questo di fatto riguarda una platea di circa 15.000 pensionati che dovranno fare i conti con alcuni crediti che riguardano l'Irpef. In questo caso l'Inps, con un altro conguaglio, questa volta in negativo, andrà a correggere tutti gli assegni erogati.

Le aliquote sono quelle che conosciamo: 23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000 e 43% oltre questa soglia, con una no tax area fissata a 8.500 euro. Ma occhio, sul cedolino potrebbero entrare anche le addizionali comunali e regionali, che seguono tempistiche diverse: le comunali vengono trattenute sia in acconto sia a saldo, mentre le regionali solo a saldo per il 2025. Per quanto riguarda il conguaglio a debito, ad esempio chi ha un reddito annuo fino a 18.000 euro, potrebbe ritrovarsi un taglio anche superiore a 100 euro. Questo "prelievo" però potrebbe però essere rateizzato, cedolino dopo cedolino, almeno fino a novembre. Un altro capitolo di questo giugno ballerino per gli importi previdenziali riguarda gli assegni pensionistici per gli invalidi. Dal prossimo mese scatta l'aumento sull'assegno mensile per gli invalidi di servizio come del resto previsto nella Legge di bilancio del 2025. E proprio il mese di giugno sarà il primo nel quale verranno riconosciuti non solo gli aumenti ma anche gli arretrati maturati nei primi cinque mesi dell'anno. La misura che prevede l'accredito degli arretrati e l'incremento del trattamento riguarda l'assegno sostitutivo di accompagnamento diretto previsto per i grandi invalidi del servizio militare o per cause assimilate.

Pensioni, il Fisco piomba sugli assegni: chi subirà il prelievo ad agosto

Da agosto molti pensionati vedranno sul cedolino della pensione il conguaglio Irpef calcolato dall’Inps per conto ...

Ma anche per tutti coloro che hanno riportato infermità gravi oppure menomazioni proprio durante il servizio militare. Stiamo parlando di pensionati con cecità bilaterale assoluta, mutilazioni di uno o più arti, lesioni del sistema nervoso centrale o con disturbi neuropsichici che richiedono sorveglianza. Qui di seguito le cifre: da giugno l'aumento mensile sul cedolino potrebbe raggiungere anche i 1.000 euro. Attualmente il rateo si ferma a 878 euro e dunque l'Inps erogherà 122 euro in più che con gli arretrati maturati da gennaio si arriva a un gruzzoletto di circa 610 euro. Per quanto riguarda invece la fascia dell'invalidità media, l'importo dell'assegno salirà a 500 euro mensili contro i 439 attuali con un aumento di 61 euro.

Tenendo conto poi degli arretrati si arriva a quota 305 euro. L'accredito scatterà a partire dall'1 giugno e il ritiro presso gli uffici postali seguirà questo calendario: cognomi dalla A alla B, ritiro lunedì 1° giugno 2026; per le lettere C e D, mercoledì 3 giugno, a causa della chiusura del giorno precedente; dalla E alla K, giovedì 4 giugno; dalla L alla O, venerdì 5 giugno; lettere da P alla R, sabato mattina 6 giugno; dalla S alla Z, lunedì 8 giugno. E in questa estate che si annuncia calda per gli assegni va suonato un campanello di allarme per chi ad esempio, proprio in questi giorni, ha raggiunto i requisiti per la pensione e non ha ancora fatto domanda. L'automatismo per l'uscita dal lavoro e dunque l'attivazione del primo accredito non è affatto scontato. La Cassazione ha recentemente sottolineato che senza una domanda formale all'Inps l'assegno non viene erogato. Il semplice compimento dei 67 anni non è sufficiente per attivare il pagamento dell'assegno. Sempre la Cassazione ha chiarito anche che le mensilità non richieste in tempo non vengono recuperate successivamente sotto forma di arretrati. Insomma, in questo ultimo scorcio di maggio fate attenzione a due cose fondamentali: il dettaglio del cedolino di giugno (consultabile sul portale MyInps già tra pochi giorni) e, per chi vuole lasciare il lavoro, i moduli per la richiesta del trattamento previdenziale.