Le diplomazie dell'Eurozona sono al lavoro per quello che si preannuncia come il più imponente "rimpasto" ai vertici della Banca Centrale Europea nei suoi 28 anni di storia. A partire, ovviamente dalla numero uno Christine Lagarde. Un grande valzer delle poltrone che i leader europei guidati dal presidente francese Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz - puntano a chiudere in tempi record entro la fine di dicembre.
La fretta non è casuale. Dietro il blitz c'è una precisa urgenza geopolitica: mettere in sicurezza e blindare l'Eurotower prima delle elezioni presidenziali francesi della prossima primavera. Con i sondaggi che vedono volare Marine Le Pen e le forze della destra sovranista, l'asse Parigi-Berlino vuole sbrigarsi a distribuire i pesi e i contrappesi della finanza continentale prima che lo scenario politico assuma colori non graditi agli attuali governi dei due Paesi.
Secondo il Financial Times due principali candidati sono Pablo Hernández de Cos, presidente della Banca dei regolamenti internazionali, e Klaas Knot, ex governatore della banca centrale olandese. Tra i nomi che circolano c'è anche quello del presidente della Bundesbank Joachim Nagel, considerato però un candidato meno probabile. Non è esclusa, come sottolinea anche il quotidiano britannico, la possibilità che emerga a sorpresa un terzo candidato.
Tra i nomi nuovi indicati come possibile outsider figura François Villeroy de Galhau, ex governatore della Banque de France. La partita per la presidenza Bce è legata a quella per gli altri vertici dell'istituto. Nel 2027 scadranno infatti anche i mandati del capo economista Philip Lane e della componente del board Isabel Schnabel. Germania e Francia stanno già valutando propri candidati per il ruolo di capo economista.
Tra i nomi tedeschi figurano Markus Brunnermeier, Monika Piazzesi e Tobias Adrian, mentre Parigi considera Agnès Bénassy-Quéré e Laurence Boone. La scelta del successore di Lagarde, quindi, si inserisce in un più ampio negoziato europeo per ridisegnare i vertici della Bce. Il Financial Times aveva già riferito a febbraio che Lagarde era attesa lasciare l'incarico prima della scadenza naturale del mandato, a ottobre 2027. dopo lo scoppio della guerra in Iran aveva escluso a Bloomberg Tv un'uscita anticipata «in un periodo di turbolenze economiche», salvo poi aprire a giugno, al quotidiano Les Echos, a un possibile cambiamento se le condizioni fossero migliorate. Nell'ultima conferenza stampa della Bce, la scorsa settimana, Lagarde ha detto che sul suo futuro «non c'è nulla da riferire».




