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Coronavirus figlio di un GoF? La teoria: agente patogeno creato in laboratorio. E sfuggito di mano

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Laboratorio per lo studio del coronavirus

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È ancora oscura la fonte da cui è nato il coronavirus. Dopo l'ipotesi che l'epidemia cinese si sia sviluppata nel mercato di Wuhan, il Fatto Quotidiano ha dato spazio a un'altra plausibile idea. Alcune pandemie da agenti patogeni sconosciuti provengono da un settore della ricerca scientifica, chiamata Gain-of Function (GoF). Questa crea ad hoc patogeni in laboratorio senza però tenere conto dei veri rischi. Ampliati, a maggior ragione, se si tratta di paesi poco trasparenti come la Cina. Nel 2015, infatti, una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista internazionale Nature Medicine riportava i risultati di un esperimento che aveva portato alla creazione di un chimera-virus, non a caso una versione ibrida tra un ceppo di coronavirus originariamente del pipistrello e uno simile a quello che causa la Sars nell'uomo.

Questo virus era in grado di infettare le cellule delle vie respiratorie umane. E, guarda caso, tra gli autori dello studio spuntavano anche ricercatori cinesi di un laboratorio di Biosicurezza e patogeni speciali situato proprio a Wuhan. Per questo oggi come oggi non può che subentrare il dubbio. Sono in molti a chiedersi se lo scoppio dell'attuale virus sia frutto di un incidente in laboratorio, una fuoriuscita del virus chimera da quel laboratorio di Wuhan. Dubbio che alcuni scienziati hanno chiarito definendo "improbabile che l'epidemia abbia avuto origine da una manipolazione in laboratorio", non escludendo però la possibilità.

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