Damasco, 21 feb. - (Adnkronos/Aki) - Il Consiglio militare rivoluzionario dei ribelli dell'Esercito libero della citta' di Damasco ha accusato il governo siriano essere responsabile delle esplosioni a catena che hanno scosso stamani la capitale. In una nota, il Consiglio ha messo in evidenza come tempi e luoghi delle deflagrazioni siano sospetti, affermando di essere "in possesso di informazioni" secondo cui "il regime ha intenzione di colpire anche istituzioni religiose e chiese". L'autobomba esplosa a via al-Thawra, nel quartiere centrale di Mazraa, "indica che il regime criminale e' a terra e ha perso i suoi appoggi uno dopo l'altro", fatto questo che "lo ha spinto ad applicare la politica della terra bruciata e a far esplodere le sedi dello Stato, pensando in questo modo di recuperare la simpatia popolare e internazionale perduta dall'inizio della rivoluzione", si legge nella nota. Il Consiglio ha poi messo in guardia il regime del presidente Bashar al-Assad dal mettere in atto i suoi piani tesi, secondo le sue informazioni, a "colpire le chiese e i luoghi religiosi allo scopo di far precipitare il Paese nel conflitto confessionale, come e' accaduto in Iraq e Libano". Il Consiglio ha fatto sapere di aver comunicato all'Onu e alle organizzazioni internazionali per i diritti umani la necessita' di "intervenire velocemente per via diplomatica per scongiurare questi attacchi prima che abbiano luogo, ma la comunita' internazionale e' in uno stato di inconsapevolezza su quanto accade in Siria". La nota lancia poi un appello a tutti i cittadini siriani, in particolare quelli che abitano nei pressi di edifici governativi, a "formare comitati popolari degni di fiducia per proteggere i nostri luoghi sacri e i beni del popolo".



