Sana'a, 11 feb. - (Adnkronos/Aki) - Migliaia di yemeniti sono scesi in piazza a Sana'a a due anni dalla rivolta contro l'ex presidente Ali Abdullah Saleh che nel gennaio dello scorso anno ha lasciato il Paese, dopo oltre 32 anni di dominio incontrastato. L'appello a manifestare e' arrivato dal comitato dei Giovani della Rivoluzione per i quali l'11 febbraio rappresenta una data simbolica nella rivolta contro Saleh, anche se le proteste contro l'ex presidente erano iniziate in realta' a gennaio 2011. Non solo a Sana'a. Notizie di manifestazioni arrivano anche da Taiz, seconda citta' del Paese. Gli yemeniti chiedono al governo di occuparsi delle famiglie dei "martiri" e "processi per gli assassini dei giovani". Intanto per il 18 marzo si attende il primo round del 'dialogo nazionale' in vista della scrittura di una nuova costituzione e di una nuova legge elettorale per le elezioni generali previste per il 2014. La partita si gioca tra forze tribali, gruppi islamici e frammentati movimenti espressione delle rivendicazioni dei piu' giovani. Saleh ha lasciato lo Yemen il 22 gennaio del 2012 come previsto dal piano messo a punto dalle monarchie del Golfo per porre fine al suo regime. Al posto di Saleh, coperto dall'immunita', e' stato eletto l'unico candidato, ovvero il suo vice Abd Rabbo Mansour Hadi, chiamato al difficile compito di ricostruire un Paese in ginocchio dal punto di vista economico, politico e della sicurezza. La lotta ad al-Qaeda e' una delle principali sfide dopo l'uccisione in un raid dello scorso anno del super terrorista Fahd al-Quso, tra i dieci piu' pericolosi al mondo, ricercato dagli Stati Uniti per l'attacco al cacciatorpediniere Uss Cole.



