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"Niente buonuscita? Inquino la Senna"

La nuova frontiera della lotta operaia
di Albina Perridomenica 23 agosto 2009
"Niente buonuscita? Inquino la Senna"

2' di lettura

Comeuna pallina lasciata andare in cima a un declivio. Le proteste operaie delnuovo millennio sono partite e c’è il serio rischio che non si concluderannotanto presto. Sempre più in basso, sempre più velocemente. ''Lanciamo questaminaccia, versare 8.000 litri di prodotti tossici - ha spiegato Jean-PierreVillemin uno dei rappresentanti degli operai - perché abbiamo di fronte gentesorda e cieca''. Già perché è questo il punto a cui siamo arrivati: l’aziendasta per chiudere e non mi riconosce la buona uscita che chiedo? E io minaccioun disastro ambientale. È quello che è successo in Francia, paese che ha apertola nuova stagione delle proteste operaie da choc con i sequestri dei manager. Unasessantina di dipendenti della Serta, azienda di trasporti vicina a unaffluente della Senna e prossima alla chiusura, hanno chiesto oltre allanormale liquidazione 15mila euro a testa. Il padrone dello stabilimento hainizialmente rifiutato e loro hanno replicato “intossichiamo la Senna”. È un mododi fare che stupisce fino a un certo punto: la pallina continua a correre,sembra inutile pensare che si possa fermare. La Francia ha fornito gli esempipiù eclatanti, ma tutti li hanno seguiti con entusiasmo, specialmente le sinistrevuote e salottiere come quella italiana che finalmente può ‘dire qualcosa disinistra’ sull’attualità con buona pace di Nanni Moretti. Danoi quattro cristiani salgono su una gru e diventano degli eroi. Tempo unasettimana e un altro gruppo di ‘lavoratori in protesta’ si appollaia sul Colosseoa rivendicare dall’alto di un pezzo di storia del Paese. Lezione appresa esequel che può partire: Eroi due, l’Impero colpisce ancora. (Chissà la terza:eroi tre, il ritorno del sindacalista-jedi). Per ora del resto Oltralpe èandata peggio: siamo a rischio licenziamento? E io sequestro il capo il temponecessario a fargli prendere le responsabilità delle perdite. È semplice, bastachiuderlo nel suo ufficio e il gioco è fatto. Il problema è che la palla messain movimento continua a rotolare verso il basso: subito dopo il sequestro deimanager si sono inventati il “o mi dai quello che chiedo o ti faccio saltare inaria lo stabilimento. L’idea è stata dei lavoratori della Jlg-France, fabbricadi veicoli speciali con sede a Tonneins, nel sud-ovest del Paese: i 53dipendenti minacciati di licenziamento avevano ottenuto rapidamente i 15.000euro di indennizzi che chiedevano con la minaccia di far esplodere tutto. Ormaic’è anche una cifra stabilita: 15mila euro vanno bene come rivendicazione, ilprimo punto della nuova bibbia dei lavoratori incazzati che fanno la guerra aipadroni. La pallina continua a correre, ma c’è da chiedersi con che occhi laguadino tutti quelli che (ad esempio) abitano intorno alla senna. O quelli chehanno percorso chilometri per vedere il Colosseo e ci ritrovano su i ‘lavoratoriin protesta’.