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Chavez sbotta contro gli Usa

L'Impero ci spinge alla guerra
di Michelangelo Bonessadomenica 16 agosto 2009
Chavez sbotta contro gli Usa

2' di lettura

 “Noi non vogliamo la guerra, ma dobbiamo prepararci adessa, ci obbligano l'Impero e la borghesia colombiana”, ha detto oggi ilpresidente venezuelano, Hugo Chavez denunciando nuovamente l'accordo per ilquale gli Usa potranno usare basi militari in territorio colombiano, il cherappresenta a suo avviso “una minaccia diretta” contro il suo paese. Nel suoconsueto programma radiotelevisivo della domenica, «Alò presidente», Chavez hadetto che “il Venezuela è il primo della lista, il primo obiettivo dell'Impero”che “userà la Colombia e le basi di Araba e Curazao” che “stanno circondando lapatria di Bolivar”. Laminaccia delle armi - Di fronte questa minaccia, ha aggiunto ilpresidente venezuelano, è bene che si sappia che qualsiasi aggressione controil suo paese scatenerebbe la reazione del “movimento anti-imperialista” che nonavrebbe indugi ad “impugnare le armi per difendere la rivoluzione bolivariana”.Chavez ha anche confermato che si recherà in Russia a metà settembre, pernegoziare nuovi acquisti di armamento “che servano a rafforzare la nostracapacità militare operativa, i nostri sistemi di difesa, e la nostra antiaerea”. Ilgolpe venezuelano - Gli ordini per lanciare il golpe delloscorso 28 giugno contro Manuel Zelaya “sono venuti dalla base yankee diPalmerola, a pochi chilometri” da Tegucigalpa, dove il deposto presidentehonduregno è stato portato prima di essere espulso verso il Costa Rica, hadetto oggi il presidente venezuelano, Hugo Chavez, aggiungendo ironicamente: “questaè una cosa grave, non crede, presidente Obama?”.  “Ciò che le stiamo chiedendo è che ritiri la basedi Palmerola, e quella che mantiene a Cuba, a Guantanamo, dove si tortura e siuccide: Obama, fratello mio, si renda conto che deve essere coerente con il suodiscorso!”, ha aggiunto il presidente venezuelano. Chavez ha sottolineato chevede Obama “piuttosto confuso” e “perso in un labirinto terribile, per dargliil beneficio del dubbio” riguardo alla crisi honduregna e alla situazionenell'intera America Latina.