"Quello che avete visto finora è niente rispetto a ciò che vedrete se non si sblocca la situazione": Pierre Vauthier, funzionario designato dalla Fao per l'Ucraina, ha lanciato l'allarme sulla questione grano, che da diversi giorni è fermo nei porti ucraini bloccati da Mosca. Una situazione molto grave che rischia di innescare una crisi alimentare globale senza precedenti. Anche perché Kiev è uno dei maggiori esportatori di grano in tutto il mondo.
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Guido Crosetto, ospite di Bianca Berlinguer a Cartabianca, su Rai 3, nella puntata del 24 maggio, spiega che "il pr...A preoccupare, però, non sono solo i porti bloccati. Sono diversi i fattori che possono portare a una crisi nel lungo periodo. Tra questi, la mancanza dei fertilizzanti che Mosca ha smesso di inviare; le semine e i raccolti "resi impossibili dalla battaglia", i macchinari fuori uso. Senza dimenticare le "officine dove ieri si riparavano i trattori e oggi i carri armati. È tutto stravolto", ha detto il funzionario in un'intervista a Repubblica. Il grano bloccato nei silos, inoltre, "si deteriora, perde valore nutritivo ed economico".
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Soldati americani potrebbero tornare in Ucraina, per la prima volta dall'inizio del conflitto. Si tratterebbe di tru..."A volte la situazione è così disperata che diamo un indennizzo in cash a chi ha perso tutto perché trovi un mercatino dove comprare da mangiare", ha spiegato Vauthier. Le zone più colpite sono quelle dove si combatte di più, quindi le aree a sud e ad est del Paese. "Il 49% dei terreni coltivati a grano, il 38% di quelli ad avena e così via, sono in zone di conflitto attivo", ha chiosato il funzionario della Fao.




