C'è chi la definisce un'abbietta mossa elettorale, chi un grave rischio per l'inflazione, altri un'ingiustizia sociale: la cancellazione del debito studentesco dai 10mila ai 20mila dollari a testa a seconda dei casi, probabilmente la più popolare delle misure varate finora da Biden, viene considerata una sciagura dalla gran parte degli economisti. Sia detto subito, il tempismo è più che sospetto, Steve Hanke, già giovane consigliere di Ronald Reagan nei primi anni '80, l'ha definita una soluzione «compra-voti» che aggiunge caos fiscale al caos in un momento particolarmente delicato, ma è anche vero che la cancellazione parziale o totale del debito studentesco era uno dei punti del programma elettorale di Biden in tempi di elezioni.
MOSSA POPOLARE
Va anche aggiunto che secondo l'ultimo sondaggio di Morning Consult il 62% degli americani è favorevole al condono, una percentuale che supera di gran lunga quella dei diretti interessati. Il problema però è che mentre il taglio riguarda famiglie perla gran parte benestanti, la soglia massima per i singoli è 125mila dollari e per nucleo è di 250mila dollari, il costo dell'operazione andrà a gravare sull'intera popolazione americana, compreso quella parte che benestante non lo è affatto. Perfino il Wall Street Journal, se n'è accorto, considerando la nuova misura di Biden addirittura «un abuso di potere che privilegia i laureati a scapito di idraulici o autisti della FedEx». In quanto "abuso" peraltro, aggiunge il quotidiano che non è certo sospettabile di simpatizzare per le classi povere, «andrà presto incontro a critiche politiche e battaglie legali».
Considerazioni che si basano non su pareri politici ma su precise previsioni economiche. Secondo Jason Furman, già consigliere di Obama ed ex presidente del Council of Economic Adviser, una parte del costo sarebbe «pagato dall'87% degli americani che non beneficiano dell'inflazione, ma ci perdono». L'altra parte «verrebbe pagata dai futuri tagli alla spesa e aumenti delle tasse, con incertezze su chi sosterrà tali costi». L'argomento più sostanzioso dei sostenitori della misura è ovviamente quello dello "stimolo economico". In soldoni si tratta di 43 milioni di cittadini americani, per un totale di debito di 1600 miliardi di dollari, che si ritroverebbero in tasca migliaia di bigliettoni in più da spendere.
«L'unica soluzione esecutiva più efficace disponibile» l'ha definita la senatrice di sinistra Elizabeth Warren. Mentre il capo economista di Moody' s sostiene che migliaia di dollari al mese in pagamenti per i prestiti sono un danno per la crescita e contribuirebbero addirittura ad aumentare l'inflazione. Furman però non la pensa affatto così, l'economista calcola che lo stimolo derivante dal condono del debito sarebbe relativamente piccolo, con un effetto moltiplicatore di appena lo 0,1%. Al contrario, l'effetto moltiplicatore sull'inflazione sarebbe dello 0,3%, pari a 200 euro in più di costi all'anno per una famiglia americana tipica. Così peraltro la pensa anche l'ex segretario al Tesoro sotto Obama, Larry Summer. Non a caso l'ex presidente democratico fu molto riluttante a condonare anche solo in parte il debito studentesco.
AZZARDO MORALE
Senza considerare peraltro che questa operazione potrebbe perfino significare un incoraggiamento dell'aumento delle tasse universitarie, oltre che a una richiesta di più prestiti sempre per lo stesso motivo. Tanto paga Pacchioni. È quello che Peter C. Earle dell'American Institute for Economic ha chiamato «azzardo morale» dagli effetti preoccupanti: «Se questo sviluppo è l'inizio di una tendenza politica consistente nella cancellazione del debito per assicurarsi voti e fedeltà al partito, nel tempo la disponibilità del credito diminuirà e i costi dello stesso aumenteranno». Secondo Bloomberg il piano potrebbe costare fino a 890 miliardi di dollari, più della metà di quanto dovuto dagli studenti; soldi che non possono che essere trovati se non aumentando le tasse e alzando ancora il tetto del debito. Un circolo vizioso che porterebbe la Fed a stampare nuova moneta con il conseguente nuovo aumento dell'inflazione. Se Biden grazie a questa mossa salverà parzialmente le elezioni di midterm, si giocherà definitivamente la rielezione nel 2024 affossando le famiglie americane.




