Dimissioni importanti nel governo ucraino. Nelle ultime ore sia Kyrylo Tymoshenko, vice capo dell'ufficio della presidenza ucraina, sia Vyacheslav Shapovalov, vice ministro della Difesa, hanno deciso di lasciare. Il primo ha scritto: "Ringrazio il presidente Volodymyr Zelensky per la fiducia e l'opportunità di compiere buone azioni ogni giorno ed ogni minuto". Lo ha annunciato su Telegram, specificando di aver chiesto al presidente di sollevarlo dall'incarico.
Per quanto riguarda Shapovalov, invece, la notizia è apparsa sul sito web del ministero della Difesa di Kiev. Secondo la nota ufficiale, il vice del ministro avrebbe chiesto di lasciare il suo incarico per non "creare minacce alle Forze armate in seguito alle accuse sull'acquisto dei servizi di ristorazione". Il riferimento è a un'inchiesta giornalistica, da cui è emersa l'accusa nei confronti del ministero della Difesa di aver pagato prezzi eccessivi per le razioni di cibo dei soldati. Anche se il fornitore ha risposto parlando di errore tecnico e ha escluso passaggi di denaro. "Nonostante il fatto che le accuse annunciate siano prive di fondamento, le dimissioni sono un atto degno nelle tradizioni della politica europea e democratica, dimostrazione che gli interessi della Difesa sono superiori a qualsiasi gabinetto o presidenza", si legge sul sito del ministero.
Curioso il fatto che queste dimissioni arrivino subito dopo l'annuncio da parte di Zelensky della necessità di una riorganizzazione della sua amministrazione a vari livelli di responsabilità a seguito di una serie di denunce di corruzione. "Ci sono già decisioni - alcune oggi, altre domani - che riguardano il personale, funzionari a vari livelli nei ministeri e in altre strutture del governo centrale, così come nelle regioni e nelle forze dell'ordine", ha dichiarato il presidente. Diversi media ucraini, infatti, hanno ipotizzato la rimozione imminente dai loro incarichi di ministri del governo e alti funzionari. Nel fine settimana scorso, tra l'altro, la polizia anti-corruzione aveva dato notizia dell'arresto del vice ministro per le infrastrutture, sospettato di aver percepito una tangente di 400mila dollari per l'importazione di generatori, accusa respinta dall'interessato.




