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Vladimir Putin, biografia inventata? "Chi è questa donna"

Daniel Mosseri
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Secondo la versione ufficiale del Cremlino, i genitori di Vladimir Putin sono morti un quarto di secolo fa. Prima cioè che l’ex ufficiale del Kgb diventato primo ministro fosse indicato da Boris Yeltsin quale suo successore pro tempore alla guida della Federazione Russa. Yeltsin si dimise a fine 1999 e Vladimir Vladimirovich entrò al Cremlino in quella occasione, facendosi poi eleggere presidente la primavera successiva. Il resto è cronaca: nel giro di pochi lustri Putin ha consolidato il suo potere sulla Russia e sulla scena internazionale. Del Putin a torso nudo, castigatore dei suoi oppositori, conquistare della Cecenia, dell’Abkhazia, della Crimea e oggi invasore del sud e dell’est dell’Ucraina sappiamo già molto. Molto di meno conosciamo invece della sua vita privata e quasi nulla della sua infanzia. La notizia che nella capitale della Georgia, Tbilisi, il primo giugno è morta Vera Putina, riaccende i riflettori su uno dei misteri meglio nascosti del passato dello zar. Vera aveva 97 anni e dopo il suo trapasso è stata sepolta a Metheki, il povero sobborgo della capitale georgiana dove aveva vissuto tutta la sua vita.

«VOGLIO RIVEDERE VOVA»
Chi era Vera Putina? Ai giornali tedeschi, britannici ma anche ai giornalisti italiani che nel corso degli anni glielo hanno chiesto, la signora Vera rispondeva in un modo solo: «Sono la mamma di Vova (vezzeggiativo per Vladimir, ndr) e non avrò pace finché non riabbraccerò mio figlio». La signora Putina ha lasciato questo mondo senza coronare il suo sogno perché Vova, diventato leader di tutte le Russie, non ha mai risposto agli appelli della sedicente madre. La mamma di Putin, spiegano le biografie autorizzate dello zar, era Maria Ivanovna Putina, nata Shelomova nel 1911 e passata a miglior vita nel 1998. Dell’infanzia dello zar si sa poco altro ma secondo il racconto dei britannici The Sun e Daily Mail, la storia raccontata per 24 anni dalla signora Vera, una contadina poverissima con il volto segnato dalle rughe, non sarebbe inverosimile.

Vera sostiene di aver ceduto il piccolo Vova, nato il 7 ottobre del 1950, nelle mani dei propri genitori che abitavano in Russia per salvarlo dalle violenze di Georgi, l’uomo al quale si era unita dopo la gravidanza. Georgi, abituato ad alzare il gomito e dai modi violenti, era solito trattare malissimo il bambino, arrivando fino buttarlo fuori di casa, scalzo, in pieno inverno. Altre volte Georgi mangiava da solo per non dover condividere la tavola con il detestato figlio della moglie. Vova invece era un bambino buonissimo che non faceva mai rissa a scuola, aveva raccontato Vera a The Sun. «E ho ancora la fionda che costruì per colpire le galline dei vicini». Una storia di abusi e miseria ben diversa da quella ufficiale, più cittadina e patriottica. secondo cui Vladimir Vladimirovic, nato il 7 ottobre del 1952 era il terzo figlio di una coppia di San Pietroburgo. Il fratellino Victor, il primogenito nato negli anni ’30, sarebbe morto in fasce mentre Albert, classe 1940, sarebbe mancato per gli stenti subiti nel 1942, durante l’assedio di Leningrado.

ALLA SCUOLA DELLE SPIE
Secondo la stampa inglese, invece, nei registri scolastici di Metheki figurerebbe un Vladimir Putin nel 1959 e nel 1960, bravo scolaretto georgiano. A farlo diventare russo avrebbe provveduto il nonno materno che, ricevuto il bambino, lo avrebbe portato in un ginnasio del Kgb «dove faranno di lui un vero uomo». Resta da capire chi sia il vero padre dello zar. I candidati sono due: quello ufficiale, il suo omonimo Vladimir Putin nato agli inizi del secolo, e quello indicato dalla signora Vera, il meccanico russo, Platon Privalov, che la mise incinta mentre era sposato a un’altra donna. A sostegno dell’ipotesi georgiana, i media britannici riportano anche le parole di Shura Gabinashvili, un’ex insegnante di russo a Metheki che ricorda di aver avuto Vova fra i suoi alunni fra il 1958 e il 1960. «Era il più basso ma voleva vincere sempre a tutto». L’unica certezza è che Vera è morta in miseria: né le storie raccontate ai media né un cenno di Vova hanno mai cambiato la sua condizione.

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