L'Europa starebbe cercando di "dichiarare apertamente guerra" sequestrando i beni russi congelati, ma l'Ungheria si oppone a questa iniziativa e sostiene gli sforzi degli Stati Uniti per instaurare la pace: lo ha dichiarato il primo ministro ungherese, Viktor Orban, commentando la decisione della Ue di bloccare gli asset russi a tempo indeterminato. "L'Europa vuole continuare e persino intensificare la guerra - ha sottolineato il premier -. Vuole proseguirla sul fronte russo-ucraino ed estenderla alla sfera economica confiscando i beni russi congelati. Questo passo equivale a una dichiarazione di guerra aperta, alla quale la Russia risponderà...".
Orban, poi, in un post sui social ha precisato che Budapest "non appoggia il sequestro dei beni russi congelati, non invia denaro né armi all'Ucraina e non partecipa ai prestiti dell'Ue che servono agli scopi della guerra". Secondo lui, l'unica strategia corretta per l'Europa sarebbe sostenere gli sforzi americani per stabilire la pace in Ucraina e avviare negoziati.
Ue, asset russi congelati a tempo indeterminato: cosa cambia
Via libera dei governi Ue all’immobilizzazione a tempo indeterminato degli asset russi sotto sanzione. Lo ha ...Un commento sulla recente decisione dell'Unione è arrivato anche dalla Banca di Russia, secondo cui i piani della Commissione europea sono "illegittimi e in contrasto con il diritto internazionale, anche per quanto riguarda l'immunità dei beni sovrani". Di qui la possibilità che Mosca si riservi il diritto di ricorrere a tutti i rimedi legali senza preavviso qualora l'Ue porti avanti queste iniziative.
Il mese scorso l'agenzia di stampa Belga ha riferito che circa 140 miliardi di euro (164 miliardi di dollari) di fondi russi potrebbero essere utilizzati come un prestito di riparazioni. Si tratta di una cifra che Kiev sarebbe chiamata a rimborsare solo nel caso in cui ricevesse dalla Russia un "risarcimento per i danni materiali". Subito dopo l'inizio dell'operazione militare russa in Ucraina nel 2022, l'Ue e i Paesi del G7 hanno congelato quasi la metà delle riserve valutarie russe, per un totale di circa 300 miliardi di euro. Di questi, circa 200 miliardi sono detenuti in conti europei, prevalentemente presso Euroclear, depositario di titoli con sede in Belgio. Il Cremlino, intanto, ha affermato che qualsiasi tentativo di confiscare i beni russi costituirebbe un furto e una violazione del diritto internazionale.




