Attacco imminente in Iran? Tensioni alle stelle il giorno dopo i colloqui di Ginevra e in attesa dei colloqui tecnici in programma lunedì prossimo presso la sede dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) a Vienna. Intanto il segretario di Stato americano Marco Rubio ha informato che lunedì sarà in Israele.
L'avvertimento di Trump
Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato: "Non sono contento dell'Iran, non ho ancora preso una decisione, attesi altri negoziati". Mentre su un possibile attacco, ha affermato: "Non ho ancora preso una decisione, ma voglio un'intesa". E ancora: "Non voglio ricorrere a una soluzione militare, ma a volte bisogna farlo". Dopodiché si è detto "non contento che loro (gli iraniani) non vogliano darci ciò di cui abbiamo bisogno, non sono molto contento. Vedremo cosa succederà".
Axios, "evacuazione dell'ambasciata Usa segno di una campagna imminente"
La decisione del Dipartimento di stato Usa di evacuare il personale non essenziale dall'ambasciata in Israele segnala che una campagna militare congiunta Usa-Israele contro l'Iran potrebbe essere imminente. Lo scrive Axios. Il sito Usa ricorda che all'inizio di questa settimana, gli Stati Uniti hanno evacuato anche tutto il personale non essenziale e i loro familiari dall'ambasciata di Beirut e che l'ambasciatore statunitense Mike Huckabee ha scritto in un messaggio al personale dell'ambasciata che chiunque voglia lasciare il Paese dovrebbe farlo oggi.
Intanto, il comandante militare statunitense in Medio Oriente, l'ammiraglio Brad Cooper, ha informato Donald Trump sulle opzioni per un'azione militare contro l'Iran: non era mai successo dall'inizio della crisi con l'Iran lo scorso dicembre. Considerato il massiccio rafforzamento militare statunitense in Medio Oriente, il briefing dell'ammiraglio Cooper è stato un altro segnale che la decisione di Trump sull'Iran "potrebbe essere imminente", aggiunge Axios. Questi segnali sono in netto contrasto con le affermazioni di funzionari statunitensi, iraniani e omaniti secondo cui i colloqui sul nucleare di ieri a Ginevra sono stati "positivi" e hanno fatto progressi.
Iran, atto di guerra della Cina contro gli Usa: le foto rubate e pubblicate
MizarVision, società cinese di analisi dell'intelligence commerciale, ha fotografato e diffuso sui social le ...Il rapporto confidenziale dell'Aiea: "Nel sito iraniano di Isfahan uranio arricchito al 60%"
Una parte dell'uranio più altamente arricchito dell'Iran, vicino al livello necessario per l'uso militare, è immagazzinato in un'area sotterranea del sito nucleare di Isfahan. Lo afferma l'Aiea in un rapporto confidenziale inviato agli Stati membri e visionato da Reuters. Si tratta della prima volta, si legge sul sito di Reuters, che l'Agenzia per l'energia atomica riporta il luogo in cui viene immagazzinato l'uranio arricchito fino al 60% di purezza, vicino al 90% del livello per l'uso militare. L'ingresso del tunnel è stato colpito dagli attacchi Usa e israeliani a giugno, ma il sito - secondo fonti diplomatiche - appare intatto.
Tuttavia al termine dei colloqui di ieri a Ginevra, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha comunicato che non è in grado di verificare se l'Iran abbia effettivamente cessato ogni attività di arricchimento dell'uranio, dal momento che non è stato autorizzato l'accesso ai siti nucleari colpiti nel giugno scorso: è quanto si legge nel rapporto della stessa Aiea. "Il direttore generale invita l'Iran a coinvolgere l'agenzia in modo costruttivo al fine di facilitare la piena ed efficace attuazione delle misure di salvaguardia in Iran", conclude il documento.
Cancellati voli da Istanbul a Teheran
I voli in partenza dall'aeroporto di Istanbul a Teheran sono stati cancellati. Lo riportano i media turchi, spiegando che Turkish Airlines e le compagnie aeree iraniane hanno sospeso i servizi di linea a causa delle preoccupazioni per la sicurezza legate alla tensioni in corso in Iran. Quelle odierne sono le ultime di una serie di sospensioni di voli che hanno segnato la rotta Istanbul-Teheran da gennaio, quando in tutto l'Iran sono scoppiate massicce proteste antigovernative.
La Polonia ai connazionali: lasciare subito Iran, Israele e Libano
Il ministero degli Affari esteri polacco ha invitato i connazionali a lasciare immediatamente Iran, Israele e Libano a causa della situazione di tensione in Medio Oriente. È quanto si legge sulla piattaforma social X. "La situazione della sicurezza in Medio Oriente è instabile. Il rischio di escalation è elevato! Lo spazio aereo per il traffico civile potrebbe essere chiuso. Il rientro per via aerea potrebbe essere impossibile o notevolmente ostacolato", ha affermato in tre post riguardanti Iran, Israele e Libano.
Il Regno Unito ritira il personale diplomatico dall'Iran
Il Regno Unito ha ritirato "temporaneamente" il personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran. "A causa dell'attuale situazione di sicurezza, abbiamo adottato la misura precauzionale di ritirare temporaneamente il personale del Regno Unito dall'Iran", si legge sul sito web del governo britannico dedicato ai viaggi all'estero.
La Cina ai suoi cittadini: "Evacuate il prima possibile dall'Iran"
Pechino ha consigliato "ai cittadini cinesi attualmente presenti in Iran di rafforzare le misure di sicurezza e di evacuare il prima possibile". Lo ha affermato il ministero degli Esteri cinese citando un "significativo aumento dei rischi per la sicurezza esterna" dato che il Paese è esposto a ripetute minacce di attacchi da parte degli Stati Uniti. "Alla luce dell'attuale situazione di sicurezza in Iran, il ministero degli Esteri cinese e le ambasciate e i consolati cinesi in Iran ricordano ai cittadini cinesi di evitare per il momento di recarsi in Iran", ha aggiunto Pechino.
Società cinese fotografa i movimenti della portaerei Usa in Medio Oriente
MizarVision, società cinese di analisi dell'intelligence commerciale, ha fotografato e diffuso sui social le immagini satellitari dei movimenti militari statunitensi degli ultimi due anni, compreso quello recente della più grande portaerei del mondo, la Uss Gerald R. Ford, che in questi giorni ha lasciato la base navale Nato di Souda, nell'isola greca di Creta, facendo rotta verso Israele sullo sfondo di un possibile attacco all'Iran. Lo riportano i media israeliani e il South China Morning Post.




