Mojtaba Khamenei, nuovo Guida Suprema dell’Iran a 56 anni, rappresenta l’aspetto più oscuro e preoccupante della teocrazia: un uomo dell’ombra, quasi sconosciuto al pubblico (nessun discorso pubblico, voce mai sentita), imposto con forza dai Pasdaran e dall’ala dura nonostante le resistenze interne.Il suo ascendere segna il fallimento totale dei principi della Rivoluzione del 1979: la Repubblica islamica, nata contro la monarchia ereditaria dello Scià, diventa ora una dinastia de facto, con il potere che passa da padre a figlio in modo palese, scavalcando persino le riserve dello stesso Ali Khamenei che non voleva una successione familiare.Mojtaba non possiede i requisiti religiosi adeguati: è solo hojatoleslam (livello medio), non ayatollah, eppure bypassa le credenziali teologiche grazie al controllo su intelligence, militari e reti di potere costruite in vent’anni nel “ventre nero” del regime.Il suo nome è legato a episodi di repressione brutale: 2009 (frodi elettorali, centinaia di morti, milioni in piazza schiacciati), 2019 (oltre mille uccisi nelle proteste sul caro-benzina sotto Rouhani). Simboleggia sorveglianza, segretezza e violenza sistematica.
La sua cerchia include fondamentalisti irriducibili (Panahian, Qomi) ostili a qualsiasi apertura sociale o culturale. Lontano da un possibile “Bin Salman iraniano” riformatore, appare come garante di irrigidimento dogmatico: nessuna riforma interna, nessuna pace con gli USA, prosecuzione della guerra a oltranza nonostante proteste (“morte al dittatore” dai tetti) e minacce esterne.
"Giorgia, un'amica. Cerca sempre di aiutare": Trump elogia Meloni? Il Pd perde la testa
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso apprezzamento per il presidente del Consiglio italiano Giorgi...Soprattutto, incarna il connubio clerico-militare opaco e predatorio: controllo del Setad (conglomerato da miliardi, 40% dell’economia, con asset offshore, ville di lusso a Londra, società opache legate ai Pasdaran). Il potere non è ideologia, ma denaro e sopravvivenza del sistema, in un’economia strangolata e un paese in guerra.La nomina “frettolosa”, superando obiezioni di Larijani e Rouhani, mostra una fazione radicale che prevale in un momento di crisi nazionale, rischiando di isolare ulteriormente l’Iran.




