Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che Washington è in contatto con l'Iran, ma che Teheran "non è ancora pronta" a un accordo per porre fine al conflitto. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha tuttavia smentito l'esistenza di negoziati con Washington. Il presidente Usa, inoltre, non ha gradito il no di Berlino e Londra sulle navi a Hormuz. Scettica anche Giorgia Meloni: "Sarebbe coinvolgimento". Di seguito la cronaca della giornata:
Meloni: no a intervento italiano a Hormuz - "Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso. Sullo Stretto di Hormuz, chiaramente è più impegnativo, perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento. Da una parte per noi è fondamentale la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. Intervenire significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, in onda questa sera su Rete4.
Detriti dei razzi sulla base italiana in Libano: nessun ferito - Nel tardo pomeriggio di oggi, nella base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani. Secondo le prime informazioni, nessuno ha riportato ferite. Soltanto un militare italiano, immediatamente soccorso e assistito dal personale sanitario della base, lamenta dolore a un occhio pur non avendo ferite. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il Capo di Stato maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso.
Pechino declina la richiesta di Trump sulle navi a Hormuz - La Cina declina la proposta di Donald Trump di partecipare a una coalizione di Paesi disposti a inviare navi a protezione delle petroliere nello Stretto di Hormuz. La situazione di tensione recente nello Stretto di Hormuz e nelle acque vicine ha avuto un impatto sul percorso internazionali di beni e il commercio di energia, incidendo negativamente sulla pace e la stabilità nella regione e oltre, si è limitato a rispondere, ai giornalisti che gli avevano chiesto la posizione di Pechino sulla proposta Usa, il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian. Pechino "una volta di più sollecita le parti a fermare immediatamente le operazioni militari, a evitare ulteriore escalation della situazione tesa e a evitare che il disordine regionale abbia un ulteriore impatto sull'economia globale. Stiamo comunicando con le parti coinvolte per lavorare una de-escalation della situazione", ha aggiunto Lin, in risposta a chi gli chiedeva se gli Usa avessero contattato sulla questione la Cina, come riporta Global Times.
Trump: "Non sono contento della reazione di Londra, ma aiuterà" - Trump ha ribadito di non essere "contento" della risposta della Gran Bretagna alla guerra contro l'Iran ma ha anche aggiunto di essere convinto che Londra collaborerà alla sicurezza nello stretto di Hormuz. "Credo che interverrà, deve intervenire", ha detto.
Trump: "Un ex presidente mi ha detto che avrebbe voluto fare lui quello che stiamo facendo in Iran" - Trump ha affermato di aver "parlato con un certo ex presidente che mi piace" e che "mi ha detto 'avrei voluto farlo io'" a proposito dell'intervento in Iran. "Avrebbe dovuto essere fatto molto tempo fa", ha aggiunto Trump.
Trump: "Israele non userebbe mai l'arma nucleare" - Israele "non userebbe mai" armi nucleari contro l'Iran, "non farebbero mai una cosa del genere". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rispondendo ad una domanda secondo cui il consigliere di Trump David Sacks avrebbe avvertito che, in caso di escalation del conflitto, Israele potrebbe essere pronto all'uso della nucleare.
Trump, "credo che Macron ci aiuterà sullo stretto di Hormuz" - Donald Trump si è detto convinto che la Francia aiuterà gli Stati Uniti nella riapertura dello stretto di Hormuz. "Ho parlato ieri con Macron. Su una scala da 1 a 10, è un 8", ha aggiunto il presidente americano alla Casa Bianca.
Trump: "Non siamo certi che abbiano posato altre mine nello Stretto di Hormuz" - Gli Stati Uniti non hanno la certezza che l'Iran non abbia posato altre mine nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato Trump in conferenza stampa, aggiungendo che qualora lo facesse sarebbe "una forma di suicidio".
Trump: "Teheran è una tigre di carta" - L'Iran è una "tigre di carta". Così, parlando alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha minimizzato la minaccia proveniente dalla Repubblica islamica. "Quella con cui abbiamo a che fare ora è una tigre di carta", ha detto Trump aggiungendo che "non era una tigre di carta due settimane fa".
Trump: Alleati ci aiutino su Hormuz, usato come arma economica - "Incoraggiamo fortemente le altre nazioni le cui economie dipendono dallo stretto di Hormuz molto più della nostra, di aiutarci con lo stretto". Così il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa. "Il Giappone prende il 95% del suo petrolio, la Cina il 90%, molti europei ne ricevono parecchio, la Corea del Sud prende il 35% del suo petrolio dallo stretto di Hormuz", ha ricordato.
Trump: Oltre 100 imbarcazioni affondate in ultime ore, è record - "Abbiamo attaccato anche gli impianti di produzione dove producono i missili. E questo è successo anche oggi, ne abbiamo colpiti tre. Sta diventando molto difficile per loro produrre. Oltre 100 imbarcazioni sono state affondate nell'ultima settimana e mezzo, una sorta di record". Così il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa.
Trump: Basta una mia parola e tutti gli oleodotti verranno distrutti - "Ora basta che io dica una parola e tutti gli oleodotti iraniani saranno distrutti", così il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa. "Abbiamo fatto una cosa giusta con l'obiettivo di ricostruire il Paese, ma le cose possono cambiare", ha aggiunto.
I Pasdaran: "Prenderemo di mira le aziende Usa, i dipendenti evacuino" - Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato oggi di colpire le aziende statunitensi in tutta la regione, invitando i dipendenti ad evacuare le sedi. "Ai dipendenti delle aziende americane... viene richiesto di lasciare immediatamente queste aree. Queste aree saranno presto prese di mira dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", hanno dichiarato le Guardie sul loro sito web ufficiale Sepah News. Non è stato immediatamente chiaro quali aziende sarebbero state prese di mira, ma la scorsa settimana l'agenzia di stampa Tasnim ha pubblicato su Telegram un elenco di potenziali obiettivi che includeva gli uffici di giganti della tecnologia come Amazon, Google, Microsoft e Nvidia nei paesi del Golfo.
Teheran: "Non capitoleremo davanti al bullismo americano" - "Il motivo per cui le autorità americane continuano a dare una cattiva reputazione agli iraniani e a definirli 'una nazione di terrore e odio' è che gli iraniani non capitolano davanti al bullismo e resistono alla brutale aggressione contro la loro amata patria". Lo afferma su X il portavoce del Ministero degli esteri iraniano Esmaeil Baghaei.
Casa Bianca: "«Hormuz? La Nato faccia di più" - "Il presidente sta parlando con i nostri alleati in Europa e anche con molti dei nostri partner nel Golfo e nel mondo arabo per incoraggiarli a fare di più per aprire lo Stretto di Hormuz. In particolare i nostri alleati della Nato devono fare di più". Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un'intervista a Fox News. "Il presidente Trump è stato molto schietto con i nostri amici della Nato per molto tempo - ha aggiunto - ora li sta esortando a fare la cosa giusta".
Grande frammento di missile cade vicino all'ufficio di Netanyahu a Gerusalemme - Nell'ultimo attacco lanciato dall'Iran, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, le foto sono state diffuse dai soccorritori. I vigili del fuoco hanno anche pubblicato l'immagine di un enorme frammento di missile lanciato dall'Iran e caduto su un'abitazione a Gerusalemme. Colpita anche la sede di una grande scuola ebraica. I soccorritori riferiscono che nell'area della Città Santa un uomo di 42 anni è stato ferito da schegge incandescenti e ha riportato ustioni.
Cremlino: "Mojtaba curato a Mosca? No comment" - Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov si è rifiutato di commentare le accuse secondo cui il nuovo leader iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, sarebbe arrivato a Mosca per cure mediche. "Non commentiamo mai questo tipo di notizie", ha dichiarato ai giornalisti quando gli è stato chiesto un commento sulla pubblicazione del quotidiano kuwaitiano Al Jarida in merito alla questione.
Mojtaba Khamenei "a Mosca per curarsi" - La nuova guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran, Mojtaba Khamenei, sarebbe stato trasferito a Mosca con un aereo militare russo in un'operazione top secret, per tutelare le sue condizioni di salute e la sua sicurezza. Lo ha rivelato una fonte di alto livello vicina allo stesso Khamenei al quotidiano del Kuwait "Al Jarida". Secondo la fonte, al suo arrivo in Russia il leader supremo è stato sottoposto a un intervento chirurgico "riuscito" e attualmente è in cura presso una clinica privata all'interno di uno dei palazzi presidenziali. Secondo la fonte, la ferita riportata da Khamenei durante i bombardamenti israelo-statunitensi del 28 febbraio, nell'ambito dei "raid iniziali" contro l'Iran, avrebbe richiesto "un ospedale ben attrezzato, un attento follow-up medico e un monitoraggio speciale", elementi impossibili da garantire in Iran con il protrarsi dei violenti bombardamenti, soprattutto alla luce dell'annuncio di Israele di voler colpire la nuova guida suprema. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov non ha commentato le notizie diffuse. "Sapete, notizie di questo tipo non le commentiamo", ha detto Peskov ai giornalisti. Secondo Scott Bessent, segretario americano al Tesoro, Khamenei potrebbe essere addirittura "non più in grado di intendere e di volere": "È ferito - ha spiegato -, non sappiamo fino a che punto, e forse è incapacitato". In questo senso, una fonte iraniana vicina ai riformisti ha aggiunto al media kuwaitiano Al-Jarida che sussistono notevoli dubbi sul fatto che il primo messaggio attribuito alla nuova Guida Suprema sia stato da lui scritto. In verità - si sostiene - l'autore sarebbe il Segretario generale del consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, visto che il messaggio è identico a diverse dichiarazioni rilasciate da quest'ultimo prima del discorso. Secondo la stessa fonte, il figlio di Khamenei non era nemmeno stato informato del discorso.
Nodo Hormuz: "no alla missione Nato" - "In passato siamo stati in contatto con la Nato, ma in realtà questo esula dall'ambito di intervento della Nato. Ecco perché abbiamo l'operazione Aspides e ci sono Stati membri che sono anche disposti a contribuire, sia nella coalizione dei volenterosi che nell'operazione stessa, ma è fuori dai territori della Nato. Non ci sono paesi della Nato nello Stretto di Hormuz", ha spiegato Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Unione europei per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea a margine del Consiglio affari esteri a Bruxelles. "Dobbiamo prima discutere di cosa gli Stati membri siano disposti a fare nello Stretto di Hormuz, e si discute anche della possibilità che ci sia un intervento una volta terminati i combattimenti principali, ma ovviamente la necessità di aprire lo Stretto di Hormuz c'è già adesso. Ne discuteremo oggi", ha aggiunto. Da Berlino, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha respinto la richiesta del presidente Donald Trump di schierare navi da guerra per garantire la sicurezza dello Stretto. "Non è la nostra guerra, non l'abbiamo iniziata noi. Vogliamo soluzioni diplomatiche e una rapida conclusione, ma un maggior numero di navi da guerra nella regione probabilmente non contribuirà a questo obiettivo", ha dichiarato Pistoris in conferenza a Berlino del suo omologo lettone, Andris Spruds.
Libano, Israele annuncia operazioni di terra - Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato l'avvio di operazioni terrestri nel sud del Libano da parte della 91ma brigata dell'Esercito, con l'obiettivo di ampliare la "zona di difesa avanzata" lungo il confine. Secondo le forze armate israeliane l'operazione - iniziata già nei giorni scorsi - mira a distruggere infrastrutture del movimento Hezbollah, eliminare minacce e rafforzare la sicurezza delle comunità israeliane nell'area di frontiera. Il ministero della Salute del Libano riferisce che gli attacchi israeliani nel Paese dal 28 febbraio hanno causato almeno 850 morti, tra cui 66 donne, 107 bambini e 32 operatori sanitari. I feriti sono oltre 2.100 e più di 800.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case.
Trump valuta l'occupazione dell'isola di Kharg
Trump sta valutando la possibilità di impadronirsi del deposito petrolifero strategico iraniano sull'isola di Kharg, un'operazione che richiederebbe la presenza di truppe statunitensi sul terreno. Lo afferma Axios. Controllare l'isola sarebbe importante visto che i prezzi del petrolio e del gas sono in aumento a causa del protrarsi del blocco iraniano dello stretto del Golfo, che soffoca una quota significativa dell'offerta mondiale di greggio.
L'Arabia Saudita intercetta nella notte più di 60 droni
L'Arabia Saudita ha intercettato più di 60 droni dalla mezzanotte. E' il conteggio del Ministero della Difesa diffuso oggi. Il Ministero della Difesa saudita ha pubblicato una serie di dichiarazioni su X in cui descrive l'intercettazione di un totale di 61 droni nella parte orientale del Paese nelle prime ore di lunedì mattina.
"La lettera segreta di Hamas a Mojtaba"
Hamas ha incoraggiato l'Iran ad "attivare tutti i fronti" in una lettera segreta inviata alla nuova Guida Suprema del regime, Mojtaba Khamenei. Lo riportano i media israeliani. La lettera segreta ha fatto seguito a una dichiarazione pubblica rilasciata da Hamas sabato, in cui il gruppo terroristico esortava l'Iran a non prendere di mira i paesi vicini del Golfo, si legge sul Jerusalem Post. "Pur affermando il diritto dell'Iran a rispondere a questa aggressione con tutti i mezzi disponibili, in conformità con le norme e le leggi internazionali, il gruppo invita i nostri fratelli in Iran a non prendere di mira i paesi vicini", ha dichiarato Hamas nella sua risposta pubblica, più misurata. La lettera segreta, d'altro canto, presentava un volto di Hamas ben meno diplomatico, annunciando la sua intenzione di non lasciarsi disarmare. "Il movimento Hamas si schiera oggi con tutto il suo peso a sostegno della vostra saggia leadership di fronte all'anarchia 'sionista-americana'", ha proclamato Hamas. La lettera ha inoltre criticato i Paesi del Golfo che hanno avviato processi di normalizzazione con Israele, definendoli parte di un "campo perdente".
Iran: nuovi raid su Teheran, colonne di fumo nella capitale
Nuovi attacchi aerei hanno colpito Teheran nelle ultime ore, tra i più intensi dall'inizio del conflitto, secondo corrispondenti dell'emittente televisiva in lingua araba "Al Jazeera". Colonne di fumo sono state visibili durante la notte da diversi punti della capitale. I bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele continuano a colpire il Iran, mentre cresce la preoccupazione tra la popolazione: oltre tre milioni di persone risultano sfollate a causa degli attacchi, e almeno 1.500 civili avrebbero perso la vita.




