Il conflitto nel golfo prosegue da un mese. Stati Uniti e Israele continuano gli attacchi su siti nucleari, industriali e infrastrutture iraniane. L’Iran ha risposto lanciando missili e droni contro obiettivi nel Golfo: gli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti, con incendi in zone industriali ad Abu Dhabi, intercettazioni in corso e feriti segnalati. Attacchi simili hanno interessato basi Usa in Arabia Saudita (con militari americani feriti) e altre aree del Golfo. Gli Houthi yemeniti hanno lanciato operazioni in supporto a Teheran. Qui di seguito la cronaca della giornata.
Pakistan: “Presto ospiteremo colloqui Iran-Usa”
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha affermato che Islamabad ospiterà presto colloqui tra gli Stati Uniti e l'Iran. Il diplomatico non ha specificato se i colloqui saranno diretti o indiretti. Non ci sono state al momento dichiarazioni in merito né dagli Stati Uniti né dall'Iran. "Il Pakistan è molto lieto che sia l'Iran che gli Stati Uniti abbiano espresso la loro fiducia nel nostro ruolo di facilitatori" nei colloqui, che si terranno nei "prossimi giorni", ha dichiarato Dar in un discorso televisivo dopo l'incontro a Islamabad con i ministri degli Esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita. I ministri dovrebbero incontrarsi nuovamente lunedì. Il Pakistan si è affermato come mediatore, vantando rapporti relativamente buoni sia con Washington che con Teheran. Funzionari pakistani hanno dichiarato che questo sforzo pubblico fa seguito a settimane di diplomazia discreta.
Teheran: “Aspettiamo l'arrivo delle truppe Usa per dar loro fuoco”
Le forze iraniane "stanno aspettando l'arrivo delle truppe americane sul territorio per dar loro fuoco e punire per sempre i loro partner regionali": lo afferma il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio in occasione del 30° giorno dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Continuiamo a sparare. I nostri missili sono in posizione. La nostra determinazione e la nostra fiducia sono aumentate", aggiunge.
Netanyahu: “Crepe visibili nel regime di Teheran”
Dopo una valutazione della situazione presso il quartier generale del Comando Nord delle Forze di Difesa Israeliane a Safed, alla presenza di alti ufficiali israeliani, il primo Ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che le azioni israeliane stanno creando "crepe visibili nel regime terroristico di Teheran". Lo riportano i media dello Stato ebraico. "L'Iran non è più lo stesso, Hezbollah non è più lo stesso e Hamas non è più lo stesso. Sono nemici sconfitti che lottano per la propria sopravvivenza", ha aggiunto. Secondo Netanyahu "invece di essere sorpresi da loro, siamo noi a sorprendere loro. Siamo noi ad agire, ad attaccare, a prendere l'iniziativa e siamo profondamente penetrati nel loro territorio".
Netanyahu: “Dato ordine di ampliare zona di sicurezza in Libano”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato all'esercito di "ampliare ulteriormente" la zona di sicurezza in Libano, mentre le Idf sono impegnate in operazioni di terra e raid aerei. "In Libano, ho appena ordinato all'esercito di ampliare ulteriormente la zona di sicurezza esistente", ha affermato Netanyahu in una dichiarazione video. "Questo ha lo scopo di neutralizzare definitivamente la minaccia di invasione (da parte dei militanti di Hezbollah) e di tenere il fuoco dei missili anticarro lontano dal confine", ha sottolineato il premier israeliano.
Aspides invita a cautela nel Mar Rosso: “Possibili attacchi degli Houthi”
L'operazione militare dell'Ue, Aspides, ha avvertito del fatto che potrebbero riprendere gli attacchi degli Houthi, sostenuti dall'Iran, contro le navi mercantili che transitano nel raggio d'azione delle loro armi, in particolare nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. "Si consiglia a tutte le navi che navigano nelle aree sopra menzionate di procedere con cautela", ha avvertito la missione in una nota. "In questa fase", ha precisato, "valutiamo che le capacità militari degli Houthi rimangano intatte e consistenti".
L’Iran minaccia di prendere di mira la portaerei Usa Lincoln
L'Iran minaccia di prendere di mira la portaerei USS Abraham Lincoln se dovesse trovarsi a tiro.
Sirene in azione a Gerusalemme e nel centro di Israele per attacco missilistico iraniano
Dopo che le sirene d'allarme hanno suonato nell'area di Gerusalemme e nel centro di Israele a causa di un attacco missilistico balistico iraniano, un allarme preventivo è stato diramato anche nel nord del Paese in seguito alla identificazione da parte dell'Idf di un altro lancio proveniente dall'Iran. Lo riferisce Times of Israel.
Ghalibaf: “La Grande guerra mondiale finirà solo con la nostra vittoria”
"Non usciremo da questa guerra, se non con la vittoria". E' quanto afferma il potente capo del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, in dichiarazioni rilanciate dall'agenzia iraniana Tasnim a un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica e dall'inizio della risposta iraniana. Ghalibaf, stando a quanto riportato, parla di "grande guerra mondiale" e ripete che l'Iran non accetterà "l'umiliazione".
Il Cremlino: dalla guerra conseguenze devastanti per l’economia
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha detto all'agenzia Tass che "l'aggressione israelo-americana in Medio Oriente" ha già avuto "conseguenze devastanti" per l'economia globale e la situazione nella regione e ha rimarcato che questo impatto sarà "a lungo termine". "Stiamo assistendo alle conseguenze estremamente devastanti di questa guerra per l'economia globale e la geopolitica regionale. È probabile che queste conseguenze non siano a breve termine; avranno un impatto a lungo termine", ha detto Peskov, "ora dobbiamo solo avere pazienza e continuare a vedere quali saranno le conseguenze".
Raid Usa-Israele su porto vicino allo stretto di Hormuz
Raid di Usa e Israele hanno colpito una città portuale iraniana vicino allo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia iraniana Irna. Stati Uniti e Israele "hanno effettuato un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro".
Due forti esplosioni nella zona nord di Teheran
Due potenti esplosioni hanno scosso la zona nord di Teheran nelle prime ore di domenica. Lo riferisce l'agenzia Afp. Le esplosioni si sono verificate nella capitale iraniana mentre erano in funzione i sistemi di difesa aerea, anche se non è chiaro quale fosse l'obiettivo.
Wp: “Il Pentagono si prepara a settimane di operazioni di terra in Iran”
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran della durata di settimane nel caso in cui Donald Trump decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali le operazioni a terra non sarebbero un'invasione su larga scala, ma piuttosto di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria. "È il lavoro del Pentagono quello di effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente abbia deciso", ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
Israele, intercettato un missile lanciato dallo Yemen
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver intercettato un missile lanciato dallo Yemen, all'indomani dell'entrata in guerra dei ribelli Houthi sostenuti dall'Iran. L'esercito israeliano ha avvertito la popolazione di seguire le linee guida difensive.
Difesa aerea abbatte drone vicino a residenza leader del Kurdistan iracheno
La difesa aerea ha abbattuto un drone vicino alla residenza del leader del partito curdo iracheno al governo, Masoud Barzani, a Erbil, secondo quanto riferiscono alcuni media della regione citando la Reuters. Secondo attacco in due giorni.




