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Carlos Alcaraz, le parole rivelatrici su Sinner: "Il bisogno di odiarsi"

di Lorenzo Pastugliavenerdì 15 maggio 2026
Carlos Alcaraz, le parole rivelatrici su Sinner: "Il bisogno di odiarsi"

2' di lettura

La sfida tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner promette di segnare i prossimi anni del tennis, ma per il campione spagnolo non deve necessariamente trasformarsi in un confronto carico di tensione. In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, ‘Carlitos’ ha raccontato il rapporto con l’azzurro, sottolineando come la competizione possa convivere con il rispetto reciproco.

"Ci aiutiamo a vicenda a dare il nostro meglio — ha spiegato il numero 2 del mondo, che ha perso la vetta del ranking dopo il k.o. contro l’azzurro a Montecarlo — Lottiamo per lo stesso obiettivo, ma non c'è bisogno di odiarsi perché vogliamo la stessa cosa. Quando competi a questi livelli, avere una stretta amicizia è complicato, ma si può fare e io sono assolutamente a favore”.

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Alcaraz invita però alla prudenza quando si accostano i loro confronti alle grandi rivalità della storia del tennis: "Le rivalità sono processi lunghi — ha aggiunto — La nostra non è ancora paragonabile a quelle storiche del tennis perché abbiamo ancora tanti anni davanti. Speriamo di continuare a giocare uno contro l'altro tante volte, magari in molte finali, dividendoci i tornei più importanti”.

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Nell’intervista realizzata prima del forfait al Masters 1000 di Madrid e pubblicata mentre è fermo per un problema al polso che gli farà saltare anche il Roland Garros dopo gli Internazionali d’Italia, lo spagnolo parla anche del peso mentale del circuito. "Anche noi siamo umani — ha detto — Ci sono giorni buoni e cattivi, a volte ci si sveglia senza voglia di fare nulla ma bisogna comunque presentarsi. In alcuni momenti non mi sono fermato per prendermi una pausa e questo mi ha portato a non giocare bene e a infortunarmi”. Infine una riflessione sulla vita oltre il tennis: "So di vivere la vita che ho sempre sognato, ma a volte vorrei avere più momenti per me stesso, per fare le cose che farebbe un ragazzo di 22 anni. Non voglio diventare schiavo del tennis".