L'incontro fra gli ambasciatori di Israele e Libano avvenuto nello Studio Ovale è "andato molto bene" e il cessate il fuoco fra i due paesi è stato prorogato di tre settimane. Lo ha scritto Donald Trump su Truth confermando di aver presenziato all'incontro alla Casa Bianca, insieme con il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance e il Segretario di Stato, Marco Rubio. Restano i nodi da sciogliere in Iran: primo fra tutto il blocco dello stretto di Hormuz. Di seguito le principali notizie della giornata:
"Un'email del Pentagono ipotizza la sospensione della Spagna dalla Nato - Una email interna del Pentagono ipotizza misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza. Lo scrive Reuters sul sito. Tra le opzioni allo studio, si starebbe valutando anche la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland. Le opzioni politiche sono dettagliate in una nota che esprime frustrazione per la presunta riluttanza o il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Usa l'accesso, le basi e i diritti di sorvolo per la guerra contro l'Iran.
Kallas, "accordo debole? Teheran rafforzata" - "Se i colloqui riguardano solo il nucleare e al tavolo non ci sono esperti di nucleare, finiremo con un accordo più debole rispetto a quello che era il Jcpoa", l'accordo firmato con l'Iran nel 2015. Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo alla seconda giornata di lavori del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro. "Inoltre, i problemi nella regione legati ai programmi missilistici, al loro sostegno ai gruppi proxy, così come le attività ibride e cyber in Europa, non vengono affrontati. Di conseguenza, ci ritroveremo con un Iran più pericoloso e, di fatto, lo staremo rafforzando", ha aggiunto. Secondo Kallas, dunque, l'Ue deve "valutare attentamente e dobbiamo essere molto espliciti, insieme agli attori regionali, nel dire che tutte queste preoccupazioni devono essere affrontate e che possiamo contribuire ai negoziati".
"Russia e paesi amici esentati dai dazi a Hormuz" - L'Iran ha concesso ai paesi "amici", tra cui la Russia, l'esenzione dal pagamento delle tariffe di transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito all'agenzia stampa statale russa Ria Novosti l'ambasciatore dell'Iran a Mosca, Kazem Jalali. "Abbiamo previsto delle eccezioni per alcuni paesi. Non so cosa succederà in futuro", ha sottolineato Jalali, precisando che "al momento, il nostro ministero degli Esteri sta cercando di utilizzare le eccezioni previste per i paesi amici, ad esempio la Russia". Ieri Haji Babai, vicepresidente del Parlamento, ha affermato che i primi proventi del pedaggio imposto dall'Iran sulle navi che transitano nello Stretto di Hormuz sono stati depositati alla Banca Centrale di Teheran, in base a quanto riportato dall'agenzia Fars.
Trump: "Non ho fretta, voglio un accordo che duri" - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha insistito sul fatto di non essere "assolutamente sotto pressione" per raggiungere un accordo con l'Iran e ha ribadito le sue affermazioni secondo cui la leadership iraniana è in "caos", durante un incontro con i giornalisti tenutosi oggi. "Non voglio affrettare le cose. Voglio prendermi il mio tempo. Abbiamo tutto il tempo necessario e voglio raggiungere un ottimo accordo. Voglio raggiungere un accordo che metta al sicuro la nostra nazione e il mondo da fanatici con armi nucleari", ha dichiarato Trump rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale. Ha affermato di aver rispettato la sua tempistica di 4-6 settimane per il cessate il fuoco in Iran, aggiungendo: "Mi sono anche preso una piccola pausa". Trump ha inoltre insistito sul fatto che l'Iran è sotto pressione a causa del blocco navale statunitense dei porti iraniani, affermando: "Tutta la loro infrastruttura petrolifera sta per esplodere".
"Scorte di missili Usa fortemente ridimensionate"- La guerra contro l'Iran ha imposto un costo ingente all'arsenale statunitense di armi di precisione, mettendo in luce i limiti della capacita' industriale e logistica della prima potenza mondiale. E' quanto si legge sul quotidiano New York Times, secondo cui durante la campagna aerea di 38 giorni contro la Repubblica islamica, interrotta dal cessate il fuoco tuttora in vigore, Washington ha consumato una quantità impressionante di munizioni avanzate: circa 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio Jassm-Er, oltre mille missili da crociera Tomahawk, più di 1.200 intercettori Patriot e oltre mille missili balistici tattici e Atacms. Si tratta, come sottolinea il quotidiano, di armamenti progettati soprattutto per un eventuale conflitto ad alta intensità con la Cina o, in Europa, per la deterrenza contro la Russia. L'entità dei consumi è tale da aver ridotto sensibilmente le scorte strategiche statunitensi: il New York Times ricorda che Stati Uniti producono ogni anno solo una frazione dei missili che hanno già impiegato in questo conflitto: i Tomahawk utilizzati equivalgono a circa dieci anni dell'attuale ritmo produttivo, mentre i missili intercettori per le batterie Patriot impiegati in risposta alle rappresaglie iraniane sono più del doppio di quanti l'industria usa riesca a costruire in un intero anno.
Petrolio. prezzi in aumento per l'incertezza in Medio Oriente - I prezzi del petrolio sono aumentati e i mercati azionari si sono mostrati cauti venerdì in Asia, a causa della persistente preoccupazione per l'incertezza in Medio Oriente, dove lo Stretto di Hormuz rimane bloccato e i negoziati tra Iran e Stati Uniti sono in fase di stallo. Intorno all'1.45 GMT, il prezzo del greggio WTI, benchmark statunitense, era in rialzo dell'1,70% a 97,47 dollari al barile. Il greggio Brent, benchmark globale, era in rialzo dell'1,76% e si manteneva sopra la soglia dei 100 dollari (106,92 dollari al barile). L'impossibilità di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita solitamente un quinto del petrolio greggio mondiale, rimane la questione chiave per un'economia globale messa a dura prova da quasi due mesi di conflitto.
"Gli Usa pianificano attacchi all'Iran su Hormuz se salta la tregua" - Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d'attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. "Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo", ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.




