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Iran, la guerra nel Golfo in diretta. Trump: "Ecco il mio stretto". Poi l'attacco a Italia e Spagna

giovedì 30 aprile 2026
Iran, la guerra nel Golfo in diretta. Trump: "Ecco il mio stretto". Poi l'attacco a Italia e Spagna

7' di lettura

Il capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, il generale Dan Caine, ha dichiarato ai senatori che la Russia di Vladimir Putin sta aiutando l'Iran nella guerra con gli Stati Uniti, sollevando nuove preoccupazioni sul coinvolgimento di Mosca nella guerra regionale. Rispondendo alle domande dei senatori della commissione Forze armate, Caine ha ammesso di essere a conoscenza del sostegno russo a Teheran, ma ha rifiutato di divulgare pubblicamente dettagli operativi. "C'e' sicuramente dell'attivita' li'", ha detto il generale ai senatori. Caine ha citato la natura pubblica dell'udienza come motivo per non fornire ulteriori informazioni riservate. Intanto Donald Trump ribattezza lo stretto di Hormuz in "Stretto di Trump" e fa infuriare Teheran. Qui di seguito la cronaca della giornata

Trump: “L’Italia non ha aiutato, probabile ritiro delle truppe Usa”
Il presidente americano, Donald Trump, ritiene "probabile" il ritiro delle truppe americane anche dall'Italia "perché non è stata per nulla d'aiuto" nella guerra contro l'Iran. "E' probabile", ha risposto il capo della Casa Bianca a una giornalista che gli ha chiesto sull'eventuale ritiro di truppe americane anche da Italia e Spagna oltre che dalla Germania. "Perchè non dovrei? L'Italia non ci è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile", ha aggiunto. "E' la Nato. Non è nemmeno il fatto che sia una cosa sola. Se lo dicessero gentilmente, o se dicessero: ‘Va bene, ti aiuteremo’. Ma l'aiuto è un po’ lento. E noi li aiutiamo con l'Ucraina. Hanno fatto un disastro con l'Ucraina, un disastro totale. E noi li aiutiamo con l'Ucraina. L'Ucraina non c'entra niente. Siamo separati da un oceano. Riguarda loro. E' come se fosse la loro porta di casa. Noi li aiutiamo", ha evidenziato Trump. "E Biden ha dato loro 350 miliardi di dollari, il che è stato folle. E' uno dei motivi per cui la guerra è continuata. Ma quando avevamo bisogno di loro, non c'erano. Dobbiamo ricordarcelo. E quindi se mai dovessimo averne uno grande, perché non avevamo bisogno di aiuto con l'Iran, avevamo battuto l'Iran fin dal primo giorno. Era finita, era finita, e ora lo è ancora di più", ha continuato.

Su Truth il presidente Usa ribattezza Hormuz “Lo Stretto di Trump”. Teheran: “Terribile errore”
"Chiamare Hormuz con un altro nome è un terribile errore". Lo afferma in un post sul proprio profilo X il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, in seguito alla pubblicazione di un'immagine sul profilo Truth del presidente Usa, Donald Trump, in cui lo Stretto di Hormuz è rinominato "Stretto di Trump". "Il presidente degli Stati Uniti usa il termine corretto di Golfo Persico e non la versione errata del Pentagono, ma chiamare Hormuz in un altro modo è davvero un terribile errore", scrive Araghchi.

Generale Usa, 'c'è di sicuro attività di Putin a sostegno dell'Iran' - Capo dello Stato Maggiore congiunto americano, il generale Dan Caine, ha detto al Senato che il presidente russo Vladimir Putin sta sostenendo lo sforzo bellico dell'Iran, rifiutandosi di fornire dettagli per la "natura pubblica" dell'audizione. "C'è assolutamente un'attività in corso", ha precisato. Il presidente della Commissione per i Servizi armati, il senatore repubblicano Roger Wicker, si è detto d'accordo con la posizione di Caine: "Non c'è dubbio che la Russia di Vladimir Putin stia intraprendendo azioni serie per minare i nostri sforzi volti al successo in Iran".

Hegseth: "Successo militare storico", democratici "disfattisti" - "Siamo da due mesi in un successo militare storico in Iran e voi volete chiamarla una sconfitta. Sono democratici disfattisti come Lei che offuscano la mente degli americani che altrimenti supportano pienamente [la guerra] per impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare". Così il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, ha risposto alle critiche sollevate dal senatore democratico del Connecticut, Richard Blumenthal, durante un'audizione della commissione Forze armate del Senato.

Il ministro della Difesa di Israele: potremmo intervenire a breve per eliminare "minacce esistenziali" - Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, afferma che, pur sostenendo gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran, lo Stato ebraico potrebbe "dover agire nuovamente a breve" per eliminare le "minacce esistenziali" poste dalla Repubblica islamica. Durante una cerimonia, Katz ha dichiarato che l'Iran "ha subito colpi estremamente duri nell'ultimo anno, colpi che lo hanno fatto regredire di anni in tutti i settori".

Trump, 'Merz pensi di più a Ucraina-Russia e al suo Paese, e meno all'Iran' - "Il cancelliere tedesco si dedichi di più a mettere fine alla guerra fra Ucraina e Russia e risanare il suo Paese, invece che interferire con l'Iran. Lo afferma Donald Trump su Truth tornando a incalzare Friedrich Merz. "Il cancelliere dovrebbe dedicare più tempo a porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina (ambito in cui si è dimostrato totalmente inefficace!) e a risanare il suo Paese in crisi — specialmente per quanto riguarda l'immigrazione e l'energia — e meno tempo a interferire con coloro che stanno eliminando la minaccia nucleare iraniana, rendendo così il mondo, Germania inclusa, un luogo più sicuro", ha scritto Trump.

"Missili e nucleare capitale nazionale dell'Iran" - "In prima linea nelle file unificate della Umma islamica - ha proseguito la Guida Suprema Khamenei -, 90 milioni di coraggiosi e nobili compatrioti iraniani, sia all'interno che all'estero, considerano tutte le loro risorse identitarie, spirituali, umane, scientifiche e industriali, nonché le tecnologie fondamentali e moderne, dalla nanotecnologia alla biotecnologia, al nucleare e ai missili, come il loro capitale nazionale". 

Mojtaba Khamenei: "Il posto per gli americani è sul fondo del mare" - L'unico posto possibile per gli americani nel Golfo Persico "è sul fondo delle sue acque". Lo ha dichiarato la Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei alla tv di stato iraniana. Khamenei in occasione della Giornata nazionale iraniana del Golfo Persico ha affermato che la "nuova gestione" dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran "porterà calma e progresso" e benefici economici a tutte le nazioni e che l'Iran eliminerà "gli abusi del nemico sulle vie navigabili". Ha aggiunto che i paesi della regione condividono un destino comune, ma che "gli stranieri che commettono il male" non hanno futuro in quei luoghi.

Kallas, "stallo a Hormuz. Non s'intravede una soluzione rapida" - "Non si intravede alcuna via d'uscita rapida dalla situazione di stallo nello Stretto di Hormuz e le conseguenze sono negative su tutta la linea. L'economia globale è in difficoltà. La Russia sta ottenendo nuove entrate grazie all'aumento dei prezzi del petrolio, mentre le forniture di armi statunitensi ai paesi nordici e baltici subiscono ritardi". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas partecipando alla riunione del formato NB8, che riunisce gli Stati del Nord e del Baltico, sottolineando che per l'Europa "la libertà di navigazione non è negoziabile". 

La portaerei Ford lascia Medio Oriente per rientrare in Usa - La portaerei USS Gerald R. Ford, con i suoi 4.500 militari a bordo, lascerà il Medio Oriente e inizierà il viaggio per rientrare negli Stati Uniti nei prossimi giorni. Lo ha appreso il Washington Post da diversi funzionari americani, uno dei quali ha precisato che la portaerei dovrebbe arrivare in Virginia a metà maggio dopo aver trascorso 10 mesi in mare. La Ford è una delle tre portaerei presenti in Medio Oriente, insieme alla USS George H.W. Bush e alla USS Abraham Lincoln, nell'ambito delle ostilità con l'Iran. Mentre la Ford si trova nel Mar Rosso, la Lincoln e la Bush operano nel Mar Arabico per far rispettare il blocco navale imposto da Washington all'Iran.

Usa, pressioni per una nuova coalizione per la navigazione a Hormuz - A poche settimane dalla dichiarazione del presidente Usa Donald Trump sullo Stretto di Hormuz "completamente aperto e pronto per gli affari", seguita dal blocco del traffico navale, l'amministrazione sta ora chiedendo ad altri Paesi di aderire a una nuova coalizione internazionale che consentirebbe alle navi di navigare nello stretto. Ne dà notizia il Wall Street Journal. L'iniziativa, denominata "Maritime Freedom Construc", è stata illustrata in un cablogramma interno del dipartimento di Stato inviato martedì alle ambasciate statunitensi, in cui si esortavano i diplomatici americani a fare pressione sui governi stranieri affinché aderissero. Secondo il cablogramma, la coalizione guidata dagli Stati Uniti si occuperebbe della condivisione di informazioni, del coordinamento diplomatico e dell'applicazione delle sanzioni. 

Gli Usa valutano di schierare un missile ipersonico - L'esercito statunitense starebbe valutando la possibilità di inviare in Medio Oriente il suo missile ipersonico a lungo raggio, noto come Dark Eagle, potenzialmente per colpire i lanciatori di missili balistici in Iran. Ne ha dato notizia sul suo sito Bloomberg, che cita fonti informate. Il missile ha una gittata dichiarata di circa 2.780 km ed è specificamente progettato per "capacità di attacco di precisione convenzionale a lungo raggio" contro "obiettivi sensibili al fattore tempo e pesantemente difesi". EST NG01 lcl 300832 APR 26

Petrolio: prezzi in rialzo per i timori di una escalation bellica - I prezzi del petrolio viaggiano in rialzo sui mercati asiatici. I future sul greggio Wti avanzano a 109,2 dollari al barile (+2,21%), avvicinandosi ai livelli più alti dal 2022 mentre quelli sul greggio Brent hanno superato i 113 dollari al barile, raggiungendo i livelli più alti dal 2022, in seguito alle notizie secondo cui l'esercito statunitense avrebbe informato il presidente Donald Trump su possibili azioni contro l'Iran, alimentando i timori di un'ulteriore escalation del conflitto. Secondo quanto riferito, Trump avrebbe inoltre respinto la proposta di Teheran e ribadito che gli Stati Uniti manterranno il blocco navale fino al raggiungimento di un accordo sul nucleare, indebolendo ulteriormente le prospettive di una soluzione diplomatica. Le autorità iraniane hanno minacciato ritorsioni se il blocco dovesse continuare, accusando Trump di tentare di costringere Teheran alla sottomissione attraverso pressioni economiche e destabilizzazione interna. Nel frattempo, i dati hanno mostrato un forte calo delle scorte di greggio e di carburante, mentre le esportazioni sono salite a livelli record superiori ai 6 milioni di barili al giorno, segnalando un inasprimento delle condizioni di offerta globale in un contesto di continue turbolenze geopolitiche.