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La giornata mondiale dell'ambiente tra crisi e realismo

L’edizione di quest’anno si concentra sulle azioni per combattere l’emergenza. Ma attenzione alle eco-follie...
di Franco Princivenerdì 5 giugno 2026
La giornata mondiale dell'ambiente tra crisi e realismo

4' di lettura

L’appuntamento è oggi a Baku, dove si terranno le celebrazioni della 52esima Giornata Mondiale dell’Ambiente. Tutti i riflettori sono puntati lì, anche se la capitale azera sarà solo il fulcro di una serie di eventi, campagne e iniziative creative che si diffonderanno in tutti i continenti. Lo slogan scelto, Now for Climate (ora per il clima, ndr), punta a sottolineare l’urgenza di mettere in campo tutte le armi a disposizione dell’uomo per invertire la rotta e fronteggiare la crisi: dai pannelli solari sui tetti alle turbine eoliche nei campi, fino al ripopolamento delle foreste con nuovi alberi. Azioni grandi e piccole, ogni scelta è fondamentale per rispondere ai segnali urgenti che la Terra sta inviando.

L’appuntamento di Baku è una data ormai consolidata nel calendario istituzionale. La Giornata Mondiale dell’Ambiente venne proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione dell’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e dal 1974 viene celebrata ogni 5 giugno. Diventata la principale piattaforma di sensibilizzazione verso la questione climatica, raccoglie ogni anno l’adesione di oltre 140 Paesi del mondo.

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La scelta dell’Azerbaigian si inserisce in un percorso ben preciso tracciato dal Paese: Baku aveva infatti ospitato la Cop29, promuovendo l’agenda globale sul clima e ottenendo decisioni storiche in materia di finanziamenti per il clima e mercati del carbonio. Allo stesso tempo erano state lanciate iniziative che collegano l’azione per il clima con la biodiversità, la transizione energetica, l’acqua, l’agricoltura e l’impatto sociale. Proprio per questo, la campagna ideata dagli azeri per la loro Giornata Mondiale del Clima mette in luce le crisi planetarie del cambiamento climatico e del degrado degli ecosistemi, nonché i loro impatti interconnessi su persone e natura. Ma il Paese, crocevia tra Oriente e Occidente, quest’anno non si è voluto fermare alle celebrazioni di questa giornata: ha già ospitato il tredicesimo Forum Urbano Mondiale (Wuf13) a maggio, e organizzerà il terzo incontro informale dei capi delegazione dell’Unfccc a Shamakhi a luglio e la Settimana di azione per il clima di Baku dell’Unfccc.

L’Azerbaigian ha intrapreso un importante percorso di ammodernamento per stare al passo con le sfide ambientali. Sta quindi perseguendo con slancio la crescita verde e le energie rinnovabili: in quanto parte dell’Accordo di Parigi, si è impegnato a ridurre le emissioni del 40% entro il 2035 (rispetto ai livelli del 1990). Mira quindi ad aumentare la quota di energie rinnovabili al 30% entro il 2030 e sono sta portando avanti progetti su larga scala, tra cui una centrale solare da 230 MW e un parco eolico da 240 MW, con ulteriori impianti che porteranno la capacità complessiva oltre 1 GW.

Se quindi anche l’Azerbaigian sta mettendo in campo una serie di iniziative per stare al passo con l’agenda climatica, non bisogna però lasciarsi andare agli estremismi di qualche ambientalista. La situazione è certo seria, ma va affrontata con pragmatismo. E la stretta collaborazione tra Roma e Baku ne è la dimostrazione. L’Azerbaigian è diventato infatti un partner strategico per l’Italia dal punto di vista energetico, specie dopo lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. Il nostro Paese importa il 15,4% del petrolio (la seconda Nazione dopo la Libia col 24,3%) e il 15,8% del gas (seconda dopo l’Algeria col 38,2%). Quantità, quest’ultima, resa disponibile grazie all’uso della Tap, il gasdotto costruito tra il 2016 e il 2020 che porta fino alla Puglia, attraversando Grecia e Albania e poi il mar Adriatico, il gas dalle coste azere del mar Caspio.

Non è un caso quindi che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia dedicato particolare attenzione ai rapporti con Baku negli ultimi mesi. La visita del premier a inizio maggio è stata la prima di un capo di governo italiano da 13 anni nella capitale azera. Nella seconda metà del 2026, poi, sarà organizzato un Business Forum sempre a Baku per consolidare alcuni accordi commerciali e favorire investimenti reciproci nei due Paesi. A testimoniare il rafforzamento dei rapporti bilaterali c’è la partecipazione dell’Azerbaigian al cosiddetto Piano Mattei che l’Italia sta promuovendo per sostenere i Paesi africani. Non solo: va ricordata anche la visita di Sergio Mattarella a Baku nell’ottobre scorso quando furono firmati anche gli accordi tra un’università azera per diplomatici e importanti atenei italiani.

L’edizione di quest’anno della Giornata Mondiale dell’Ambiente, che pone particolare attenzione alla necessità di ripensare i modelli economici e sociali che contribuiscono alla crisi ambientale, non bisogna quindi lasciarsi prendere dall’ideologia. Se da un lato è giusto promuovendo approcci più sostenibili e una relazione più equilibrata tra attività umane e ambiente naturale, dall’altro non bisogna sottovalutare l’impatto che possono avere follie eco-talebane su famiglie e imprese. In Europa, del resto, ne sappiamo qualcosa.

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