La dignità della persona al centro delle politiche di ogni governo sui migranti. Così papa Leone XIV nell’incontro con i parlamentari spagnoli ribadisce la linea della Chiesa: rispetto e accoglienza sì, ma accanto la diritto di uomini e donne a non lasciare la loro terra. Non si tratta di una mera questione numerica e neanche di una questione ideologica: «La situazione dei migranti e dei rifugiati richiede una risposta che vada oltre la semplice gestione di flussi». Prevost indica anche le strade percorribili: «Da qui nasce una duplice esigenza di giustizia sociale: offrire vie sicure e legali, un’accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione; e promuovere, al tempo stesso, il diritto di rimanere nella propria terra, operando affinché nessuno debba abbandonare la propria casa per mancanza di pace, di sicurezza odi condizioni di vita dignitose, per le disuguaglianze economiche e gli effetti della crisi climatica».
Parlando alle Cortes il Papa si riallaccia dunque a uno dei principi cardine che hanno guidato le politiche migratorie del governo Meloni: fare dell’Africa un attore strategico nelle dinamiche economiche globali e non più una terra da sfruttare per dare concretezza allo slogan “aiutiamoli a casa loro” con il Piano Mattei (21 i progetti in corso di realizzazione). Sui migranti papa Leone ha adottato una prospettive di ampio respiro, concreta e realistica, che aveva di recente ispirato il suo discorso in Camerun lo scorso aprile (non a caso per nulla enfatizzato dai media progressisti) e che ha ricordato inoltre il pragmatismo di Bergoglio quando nel 2017 parlò del tema osservando che la sola solidarietà non poteva essere sufficiente: «Il problema dei migranti - disse all’epoca papa Francesco ai giornalisti sull’aereo chelo riportava a Roma dalla Colombia - riguarda per prima cosa un cuore aperto, sempre, per l’accoglienza. Ma un governo deve gestire il problema migranti con la virtù propria del governante, cioè con prudenza. Cosa significa? Primo, chiedersi quanto posto ci sia; secondo, non solo riceverli ma integrarli; terzo, prendere coscienza di questi “lager” nel deserto e delle loro condizioni umane».
Spagna, la Guardia Civil nella sede del Psoe: altri guai per Pedro Sanchez?
Bufera a Madrid: diversi agenti dell'Unità Operativa Centrale della Guardia Civil stanno perquisendo in quest...Ma Leone XIV ha parlato anche di “rinnovamento morale" da accompagnare alle riforme legislative, un passaggio che è stato letto come un monito sulla corruzione dopo la bufera che ha investito il Psoe e l’ex premier Josè Zapatero. E non è stato il solo ammonimento giunto dal Pontefice che al Parlamento spagnolo che è alle prese con l’inserimento del diritto all’aborto in Costituzione ha voluto ricordare che «ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza». La revisione dell’articolo 43 della Costituzione sull’interruzione di gravidanza ha ricevuto il parere favorevole del Consiglio di Stato, male possibilità di approvazione appaiono limitate perché la riforma richiede una maggioranza qualificata di tre quinti sia della Camera bassa che del Senato, controllato dal partito popolare.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla famiglia, indicata come il primo luogo in cui si apprende la convivenza civile e il rispetto reciproco. «La famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità». Un discorso che ha tracciato importanti e significative differenze rispetto al presunto “modello” Sanchez esaltato dai progressisti ma bocciato nei sondaggi, come l’ultimo pubblicato dal quotidiano El Pais che vede il Partito popolare (Pp) spagnolo ampliare il proprio vantaggio sui socialisti a quasi cinque punti, attestandosi al 32,4 per cento rispetto al 27,7 per cento del partito del presidente Sanchez. Inoltre Popolari e Vox raccolgono insieme il 49,8 per cento delle intenzioni di voto, quasi 14 punti in più rispetto ai socialisti, Sumar e Podemos messi insieme (36,2 per cento). I partiti indipendentisti che hanno sostenuto l’investitura di Pedro Sanchez raccolgono complessivamente il 7,1 per cento delle intenzioni di voto, praticamente lo stesso risultato ottenuto nel 2023.




