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Massimo Fini, il delirio: "Pedro Sanchez? C'è puzza di Stati Uniti"

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lunedì 1 giugno 2026
Massimo Fini, il delirio: "Pedro Sanchez? C'è puzza di Stati Uniti"

2' di lettura

La premessa spiega quasi tutto. Massimo Fini ricorre al complottismo per difendere il socialista José Luis Zapatero e il suo erede Pedro Sanchez dagli scandali che stanno terremotando la politica spagnola. Sulle pagine del Fatto Quotidiano, il giornalista si lancia in una difesa surreale, prendendosela con il bersaglio tipico dei teorici del complotto: gli Stati Uniti. "Questo attacco improvviso al socialismo iberico puzza di bruciato, perché la Spagna è, per così dire, un “alieno” nel concerto dei Paesi europei", ha spiegato Massimo Fini.

Secondo la firma del Fatto, gli americani non si sarebbero dimenticati di quella volta che Zapatero - all'epoca presidente del Consiglio - rifiutò "l’invio di soldati spagnoli a sostegno della 'coalizione dei volenterosi' che gli Stati Uniti avevano raccolto per attaccare l’Iraq, all’opposto del suo predecessore, il cattolicissimo José María Aznar, che quei soldati li aveva invece inviati, nonostante lo stesso papa Wojtyla avesse tuonato contro quella guerra". Ma non solo. "La Spagna - ha ricordato il giornalista - ha rifiutato di portare dal 2 al 5% del suo Pil l’obolo annuo di spesa militare alla Nato, mentre tutti gli altri Stati membri si genuflettevano a Trump".

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Capitolo Sanchez. Il suo governo ha infatti "vietato agli americani non solo l’uso delle basi che gli yankee hanno in terra iberica (dappertutto), ma anche il solo sorvolo aereo di quelle basi. Inoltre ha sostenuto, come non poteva, il Venezuela durante l’aggressione degli Stati Uniti al paese sudamericano (mentre Meloni l’aveva giudicata 'legittima'), che ha come obiettivo finale l’eliminazione, una volta per tutte, della Cuba che fu di Fidel Castro e di Che Guevara. Recentemente il fratello di Fidel, Raúl, che ha 94 anni, è stato accusato di omicidio per l’abbattimento di due aerei nel 1996".

Così Massimo Fini ha concluso il suo articolo sfoderando una sviolinata grottesca pro-Cuba e non solo: "Hasta la victoria siempre, compagno Che Guevara, e dunque Hasta la victoria compagno Castro, hasta la victoria compagno Zapatero, hasta la victoria compagno Sánchez. Hasta la victoria siempre a tutti, tranne che ai gloriosi United States of America che non per nulla in Sud America hanno come proprio punto di riferimento il presidente dell’Argentina, Javier Milei – molto omaggiato dalla Meloni quando si è trovata da quelle parti – che ha definito il socialismo 'la peste dell’umanità'". 

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