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OPINIONE

Se la Russia ci riprova con l’onda nera

di Alessandro Sallustimercoledì 9 settembre 2026
Se la Russia ci riprova con l’onda nera

2' di lettura

Dicono che Putin se la sta ridendo per i risultati elettorali della Germania. Può essere ma mai dimenticare che ride bene chi ride per ultimo, anche se parlando di una guerra che ha già provocato centinaia di migliaia di morti c’è poco da ridere.

Tra un po’ saranno cinque anni dall’invasione dell’Ucraina, parliamo quindi di un conflitto più lungo della Prima guerra mondiale e tra non molto anche della Seconda. Per cosa? Qualsiasi sarà l’esito finale è già chiaro ora che il gioco non valeva la candela. Non solo perché la Russia non avrà mai l’Ucraina come nei suoi piani originari, non solo perché l’esercito russo esce con le ossa comunque rotte da un conflitto regionale, non tanto per l’isolamento internazionale del popolo e dell’economia russa, visto che ci vorranno anni per ricucire rapporti e relazioni.

No, è che Putin voleva scongiurare un accerchiamento militare della Nato e si ritrova alle frontiere eserciti ben più attrezzati e determinati, si ritrova con Paesi confinanti che hanno aumentato e non di poco le spese militari, economie una volta amiche che in questi anni hanno trovato altri sbocchi e mercati. Ora spera che una presunta “onda nera” in Europa faccia ciò che lui non è riuscito a fare militarmente né politicamente: isolare l’Ucraina e assecondare le sue egemonie imperialiste.

È la storia che si ripete, il piano ricorda quello che Stalin propose a Hitler a proposito della Polonia, lo storico patto MolotovRibbentrop del 1939 per dividere l’Europa in sfere di influenza. Come noto le cose andarono diversamente, nazisti e comunisti possono avere anche interessi comuni ma restano due mondi inconciliabili. Come ben sapeva Karl Marx, quando la storia si ripete la prima volta è una tragedia, la seconda è una farsa. Che non fa ridere nessuno ma farsa resta.