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Povera Kalì

Cento religiosi induisti chiedono di salire e la Torre Eiffel nasconde le sue impiegate: ecco qual'è la morale
di Lucia Espositomercoledì 9 settembre 2026
Povera Kalì

1' di lettura

La Tour Eiffel ha nascosto le sue impiegate. Cento religiosi induisti di una congregazione amica di Modi hanno chiesto di salire al terzo piano senza incrociare una donna, e la direzione ha obbedito: dipendenti chiuse in una stanza, mansioni ai maschi. Sui frontoni della République, intanto, resta scritto égalité. Parbleu. Sciopero, indignazione, tutto giusto.

Ma la cosa che nessuno nota è un’altra. Della donna nel Corano sappiamo tutto. Sull’induismo coltivavamo un’illusione: una religione che venera la dea Kalì, pensavamo, avrà un riguardo per le donne. Poi le cifre. In India muore per la dote una sposa all’ora, bruciata o cosparsa d’acido dalla famiglia del marito: ottomila omicidi denunciati in un anno (dato del 2010), con la dote vietata per legge da cinquant’anni.

Spose bambine: record mondiale, dice l’Unicef. Nove matrimoni su dieci sono combinati, ed è il maschio che sceglie. Sulla torre di Parigi i religiosi induisti hanno solo chiesto la loro normalità. La morale è quella sulla democrazia di Churchill che vale anche per le civiltà: quella occidentale, e un po’ cristiana, è la peggiore di tutte. Tranne tutte le altre.