La Tour Eiffel ha nascosto le sue impiegate. Cento religiosi induisti di una congregazione amica di Modi hanno chiesto di salire al terzo piano senza incrociare una donna, e la direzione ha obbedito: dipendenti chiuse in una stanza, mansioni ai maschi. Sui frontoni della République, intanto, resta scritto égalité. Parbleu. Sciopero, indignazione, tutto giusto.
Ma la cosa che nessuno nota è un’altra. Della donna nel Corano sappiamo tutto. Sull’induismo coltivavamo un’illusione: una religione che venera la dea Kalì, pensavamo, avrà un riguardo per le donne. Poi le cifre. In India muore per la dote una sposa all’ora, bruciata o cosparsa d’acido dalla famiglia del marito: ottomila omicidi denunciati in un anno (dato del 2010), con la dote vietata per legge da cinquant’anni.
Spose bambine: record mondiale, dice l’Unicef. Nove matrimoni su dieci sono combinati, ed è il maschio che sceglie. Sulla torre di Parigi i religiosi induisti hanno solo chiesto la loro normalità. La morale è quella sulla democrazia di Churchill che vale anche per le civiltà: quella occidentale, e un po’ cristiana, è la peggiore di tutte. Tranne tutte le altre.




