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In Svezia ultima chiamata al voto per mandare a casa gli immigrati

di Mauro Zanondomenica 13 settembre 2026
In Svezia ultima chiamata al voto per mandare a casa gli immigrati

3' di lettura

La riconferma alla guida del governo svedese di Ulf Kristersson, leader dei Moderati, il partito di centrodestra, non è più un’utopia come indicavano certi commentatori progressisti, indignati dalla politica anti-immigrazione del primo ministro uscente. E al governo, per la prima volta, potrebbe entrare l’estrema destra dei Democratici svedesi, che ha sostenuto dall’esterno l’esecutivo di Kristersson, condizionandone fortemente le politiche, soprattutto sui temi dell’immigrazione.

Il risultato delle elezioni legislative svedesi in programma oggi sembrava scontato fino a poche settimane fa: i sondaggi di opinione davano infatti la coalizione di centrosinistra guidata da Magdalena Andersson, leader dei Socialdemocratici, in vantaggio di più di dieci punti percentuali, e in alcuni casi di dodici. Andersson, ex ministra delle Finanze e presidente dei Socialdemocratici, si preparava dunque a tornare al governo dopo quattro anni all’opposizione.

Ma negli ultimi giorni il vantaggio sulla coalizione di destra di Kristersson si è assottigliato e il voto di oggi è più incerto che mai. Un sondaggio della scorsa settimana indica che la distanza fra i due blocchi si è ridotta addirittura allo 0,3 per cento.

LA RETROMARCIA

Ma il dato più interessante riguarda i Democratici svedesi. Secondo gli ultimi sondaggi, il partito di Jimmie Åkesson è accreditato tra il 18 e il 19 per cento: diventerebbe dunque decisivo per la formazione del governo di centrodestra e la riconferma di Kristersson. L’alto gradimento per il partito di Åkesson certifica anche che le politiche anti-immigrazione del governo uscente, appoggiato dall’esterno dai Democratici svedesi, hanno funzionato in questi anni e trovano il consenso dei cittadini.

Nel 2015 la Svezia, famosa per le sue politiche immigrazioniste, aveva accolto 163.000 richiedenti asilo, il secondo dato pro capite più alto in Europa. Nel 2025 quel numero è sceso del 96 per cento e da gennaio 2026 Stoccolma offre un sussidio di rimpatrio fino a 350.000 corone (circa 30.000 euro) ai residenti nati all’estero per lasciare il Paese. L’attivista per il clima Greta Thunberg ha votato ieri, invitando i suoi concittadini a recarsi in massa ai seggi per riportare la sinistra al governo. «Dobbiamo assolutamente votare per mandare a casa il governo di Tidö», ha scritto la militante, in riferimento all’accordo che ha unito i quattro partiti che supportano il governo uscente di Kristersson. In Svezia, i seggi per il voto anticipato sono aperti già dal 26 agosto, e gli elettori possono votare in qualunque seggio del Paese.

IL RIPENSAMENTO

I cittadini hanno tempo fino a stasera alle 20.00 per cambiare idea e votare nuovamente: in tal caso, la scheda precedente viene annullata e fa fede solo il voto più recente. Kristersson sembra voler mantenere la parola data nel 2022, quando il leader dei Moderati ha infranto un tabù di lunga data per raggiungere un accordo con i Democratici svedesi, affinché la coalizione di minoranza potesse formare un governo: i due partiti potrebbero infatti governare assieme il Paese scandinavo. «Non c’è nulla di drammatico in questo. È sotto gli occhi di tutti che collaboriamo con successo da quattro anni», ha detto Kristersson, che vuole «rendere di nuovo grande la Svezia», con un chiaro riferimento allo slogan Maga del presidente americano Donald Trump.