Si sono conclusi nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, i funerali solenni dei quattro militari italiani morti nell'incidente in elicottero del 29 ottobre in Bosnia. I feretri, avvolti nel tricolore, sono stati portati fuori dalla basilica a spalla dai militari, al termine della cerimonia funebre officiata dall'arcivescovo Gian Franco Saba, ordinario militare per l'Italia, alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Le bare sono state accompagnate verso i carri funebri schierati all'esterno della chiesa, in piazza della Repubblica. Prima di lasciare il sagrato, si è tenuto un ultimo momento di raccoglimento per i familiari che hanno accompagnato le salme fino ai carri funebri. Più lontane le autorità, che hanno aspettato che il convoglio partisse in rispettoso e commosso silenzio. In prima fila il Presidente Mattarella e a seguire tutte le altre cariche civili e militari. Al momento della partenza, un applauso commosso ha salutato il convoglio.
In Bosnia sarà costruito un monumento in memoria dei quattro militari italiani morti nell'incidente in elicottero del 29 ottobre. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Venerdì, mentre visitavo all'obitorio loro, i feriti negli ospedali, sono andato a vedere il resto dell'elicottero ed ero accompagnato da tutte le autorità della Bosnia-Erzegovina, tutte in silenzio, non hanno parlato. Quando stavo per partire si sono avvicinati. C'era un musulmano, un ortodosso e un cattolico, si odiano da generazioni e mi hanno detto: 'Non riusciamo mai a trovare l'accordo su nulla, ma ci siamo messi d'accordo in un secondo. Noi costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi'. È un monumento a loro, è un monumento alla storia delle Forze armate italiane, dei costruttori di pace, di un impegno che molto spesso noi non cogliamo e di cui loro sono diventati, volenti o nolenti, un simbolo", ha aggiunto Crosetto.




