Nel mare mediatico che è il caso Garlasco c’è una nuova onda, cioè una richiesta della difesa di Alberto Stasi, contenuta in una memoria dell'agosto 2025 e tornata d'attualità con l'acquisizione degli atti. I legali del condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi chiedono di effettuare nuovi accertamenti dattiloscopici sulle impronte rilevate sul contenitore del sapone nel bagno della casa di Chiara. Il dispenser, infatti, potrebbe diventare un nuovo capitolo nella strategia difensiva di Stasi in vista della revisione della condanna. Se ne parla a Quarta Repubblica, programma di approfondimento di Rete 4 condotto da Nicola Porro.
Oscar Ghizzoni, consulente tecnico della difesa di Stasi, è ospite in collegamento e spiega: "A un certo punto ci siamo accorti, analizzando le foto del dispenser, che in una superficie molto contenuta, ovvero in un piccolo riquadro di pochi centimetri quadrati dove sono state trovate le due impronte di Alberto Stasi, in realtà sussistevano molte altre impronte. Erano 9 in tutto, comprese quelle di Stasi. È vero che la maggior parte di queste impronte non erano utili per il confronto, però ci davano una notizia importante, un'informazione importante, ovvero che quel dispenser non poteva essere stato lavato. Anche perché – analizza Ghizzoni - lo stesso dispenser supportava due tracce, due rivoli di sapone che erano sovrapposti alle impronte e, inoltre, sapone derivante da precedente utilizzo che lì si era seccato con le impronte e che costituiva un quadro abbastanza complesso. Stiamo parlando di pochi centimetri quadrati”.
Non solo impronte, ma anche capelli, spiega Ghizzoni: “Considero i capelli come le impronte sul dispenser, è ovvio che nè il dispenser nè il lavandino sono stati lavati. Ritengo che il dispenser esista ancora e potrebbe essere rianalizzato”. C’è da considerare, in ogni caso, che Ghizzoni è un consulente della difesa, non un perito nominato dal giudice. Le sue conclusioni sono valutazioni tecniche di parte e non costituiscono accertamenti giudiziari definitivi.
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— Quarta Repubblica (@QRepubblica) November 2, 2026




