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Giorgia Meloni verso il voto: "Questa Ue arrogante e invasiva, ecco cosa vogliamo"

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Un messaggio, quello di Giorgia Meloni, che è sia promessa sia programma. Il messaggio del premier è quello inviato al presidente del Centro studi Rosario Livatino, Mauro Ronco, in occasione dell'incontro "Ripartire dall'Europa, ripensare l'Unione". Al centro, ovviamente, la Ue. Il tutto a tre settimane dal voto delle elezioni europee.

"Siamo alla vigilia di un voto decisivo - premette Meloni andando dritta al punto -, un voto nel quale i cittadini saranno chiamati a scegliere tra due modelli d’Europa. Da una parte, un super-Stato burocratico ipercentralista e nemico delle specificità nazionali, costruito sul trasferimento di nuove competenze e quote sempre maggiori di sovranità dai governi e dai parlamenti legittimati dai popoli alla Commissione europea. Dall’altra - riprende -, una confederazione di Nazioni sovrane, unite sui grandi temi ma libere di affrontare questioni di stretta rilevanza nazionale, garantendo quel principio di sussidiarietà sancito dai Trattati dell’Unione Europea. Noi crediamo in questo secondo modello e stiamo lavorando per costruirlo", assicura il presidente del Consiglio.

 

Quindi Meloni ha spiegato nel dettaglio la sua visione delle istituzioni continentali: "Non vogliamo, cioè, un’Europa che pretenda di imporci cosa dobbiamo mangiare, quale auto guidare, in che modo ristrutturare la nostra casa, quali abiti indossare e magari anche come scrivere e pensare. Questa è un’Europa arrogante e invasiva, contraria alla libertà dei suoi cittadini. Noi vogliamo un’Europa forte e autorevole, che faccia meno ma meglio", ha rimarcato.

 

E ancora: "Far meglio vuol dire avere un’Europa che si occupi dei grandi temi. A partire dalla politica estera e di sicurezza comune, che sia protagonista nel mondo e negli scenari di crisi, ma che lasci tutto il resto alla libertà e alla sovranità delle Nazioni". Ma non è tutto. Per il premier, un altro tema decisivo è la necessità di "risvegliare quest’Europa dal sonno in cui è piombata e che le ha fatto dimenticare da dove proviene e quali sono le sue radici", ha concluso Giorgia Meloni.

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