Ora Ursula von der Leyen traballa. La mozione di sfiducia prevista per il prossimo 10 luglio durante la plenaria a Strasburgo, relativa al caso Pfizergate, potrebbe metterla in ginocchio, anche perché le questioni sul clima non la stanno aiutando. La Commissione europea ha presentato un nuovo target climatico al 2040 che prevede una riduzione di emissioni de 90% rispetto ai livelli del 1990. Una tappa intermedia per ottenere la neutralità climatica entro metà secolo. Proposta, quest’ultima, criticata su più fronti. Una proposta, in soldi, in grado di distruggere l'economia del nostro Paese e non solo.
Per "aiutare" i governi, infatti, è previsto l’utilizzo dal 2036 di crediti a compensazione internazionale del carbonio nel computo delle emissioni. L’Ue potrà cioè acquistare crediti di azioni green estere fino ad una quota massima del 3% delle emissioni nette dell’Ue nel 1990. Lars Aagaard, ministro per il Clima, l’Energia e l’Utility della Danimarca (attualmente presidente di turno nell’Unione), spiega: “La proposta della Commissione sarà seguita da un primo round di discussioni. So che ci sono dei timori in alcuni Paesi sul fatto che le politiche climatiche impattano sullo sviluppo economico”.
Lega contro Von der Leyen: "Il piano per il clima una follia, ci vuole distruggere"
"La proposta della Commissione europea di fissare il target di diminuzione delle emissioni del 90% al 2040, è...Gli stessi timori viaggiano sui tavoli del governo italiano, come spiega Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica: “La priorità dell’Italia è evitare che la definizione di nuovi obiettivi climatici riproponga impostazioni ideologiche, target e scadenze che non siano sostenibili dalle famiglie e dalle imprese europee che devono essere competitive nel mondo. Ne va anche della credibilità dell’Europa”.
Ungheria contraria, a sorpresa anche Emmanuel Macron in Francia è scettico e ha definito i politici dell’Ue “dei pazzi furiosi”. Motivo? L’industria siderurgica europea è stata decarbonizzata per poi importare da nazioni extra-Ue acciaio a basso costo, prodotto con modalità inquinanti. Anche Esther Lynch, segretaria generale dell’Etuc (Confederazione Europea dei Sindacati) muove dure accuse: “Estremamente irresponsabile la scelta della Commissione di fissare obiettivi di decarbonizzazione senza un piano. Nel mezzo di una crisi per l'industria europea – ha spiegato - che costa circa 500 posti di lavoro al giorno, è estremamente irresponsabile fissare un obiettivo più elevato senza un piano per le sue conseguenze sulle nostre industrie, sulla sua forza lavoro e sulle loro comunità”.
Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia all’Europarlamento, non si discosta dai precedenti: “I nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti al 90% al 2040 sono irrealistici, irraggiungibili ed estremamente dannosi”. Così anche Silvia Sardone, vicesegretario della Lega e coordinatrice dei “Patrioti” in commissione Ambiente: “La proposta della Commissione non fa che confermare l'approccio totalmente scollegato dalla realtà di questa Commissione. Ci troviamo di fronte a obiettivi ideologici, irrealistici e insensati”. Insomma, una levata di scudi, critiche da ogni fronte. E sullo sfondo, il 10 luglio, la mozione di sfiducia: per Ursula von der Leyen si mette male...