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Finisce l'isteria anti-atomo. Ora l'Europa punta sul nucleare

Una nota della Commissione indica le misure che i Paesi potranno adottare per reagire allo choc energetico senza violare le regole Ue
di Michele Zaccardimercoledì 19 agosto 2026
Finisce l'isteria anti-atomo. Ora l'Europa punta sul nucleare

3' di lettura

Spunta il nucleare tra gli investimenti consentiti dalla Commissione europea in risposta alla crisi energetica. Ieri mattina nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue è stata pubblicata la nota di Bruxelles relativa agli «orientamenti per gli Stati membri sull’ampliamento della clausola di salvaguardia nazionale per la sicurezza energetica». Gli interventi non sono esaustivi, ma indicativi: la Commissione si impegna infatti a esaminare qualunque richiesta arrivi dalle capitali, per accertarne la compatibilità con i requisiti per la concessione di spazio fiscale nell’ambito del Patto di stabilità. Il governo italiano ha fatto sapere di aver chiesto l’ammontare massimo consentito: ovvero lo 0,3% del Pil all’anno, pari allo 0,6% cumulato nel triennio 2026-2028, all’interno del tetto dell’1,5% per le spese nella difesa. Si tratta di circa 14-15 miliardi di euro che il nostro Paese potrà usare per finanziare alcune misure in ambito energetico. Restano però esclusi sostegni temporanei come il taglio delle accise e sussidi basati sul reddito o di altro tipo per limitare l’impatto del caro-energia. «Sono già state individuate alcune potenziali misure che rispondono ai requisiti» indicati da Bruxelles, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, che ha ricordato che «sono in corso gli approfondimenti necessari sugli aspetti tecnici e sull’ammissibilità delle singole misure». Poi Pichetto ha sottolineato l’apertura all’energia atomica: «Ritengo importante il fatto che la Commissione abbia esplicitamente incluso gli investimenti sul nucleare».

RICONOSCIMENTO
Secondo il ministro, «è un riconoscimento significativo della rilevanza che il nucleare può avere nel rafforzamento della sicurezza e della resilienza del sistema energetico». Parla di «buona notizia per l’Italia» Antonio Tajani. «Un passaggio fondamentale per accelerare verso la decarbonizzazione attraverso il mix con le rinnovabili, renderci indipendenti dalle forniture straniere e arrivare, così, a costi in bolletta più bassi» ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier. Esprime «soddisfazione» anche il Carroccio. «Un segnale importante per una battaglia che la Lega porta avanti da sempre, nonostante i continui “no” della sinistra. Avanti tutta con il nucleare sicuro e di nuova generazione, nell’interesse di famiglie e imprese e per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese». Tornando alla flessibilità europea, la nota della Commissione stabilisce un elenco «esemplificativo e non esaustivo» con 22 voci ammissibili. Si va dalla colonnine di ricarica agli incentivi per le ristrutturazioni, fino agli investimenti in nucleare, mentre non compaiono le auto elettriche. Le misure sono divise in cinque categorie: famiglie, imprese, settore pubblico, infrastrutture di trasporto, settore energetico. Ci sono gli investimenti in infrastrutture ferroviarie e di trasporto urbano pulito come tram e metropolitane.

E investimenti in progetti di energie rinnovabili, nella tecnologia delle batterie, nelle centrali nucleari, nelle infrastrutture e nelle reti elettriche. E ancora, «investimenti in tecnologie per la produzione di idrogeno» utilizzando energia da fonti rinnovabili o a basse emissioni. La Commissione invita gli Stati a presentare le richieste sulla clausola per l’energia entro metà agosto, pur avvertendo che «saranno prese in considerazione anche richieste successive». Le raccomandazioni di Bruxelles potrebbero essere pronte a settembre, consentendo così all’Ecofin (il vertice dei ministri dell’Economia Ue) di ottobre di approvarle. Gli Stati dovranno comunicare un primo elenco delle misure per le quali intendono beneficiare della flessibilità, accompagnato dalla stima dei costi di bilancio. In particolare, dovranno dimostrare che le misure sono mirate ed efficaci, ad esempio dando priorità alle azioni che sostengono la transizione energetica per le famiglie e le imprese più vulnerabili. Sono inoltre previsti controlli e obblighi di comunicazione stringenti. In ogni caso, la clausola sarà limitata a «misure che rafforzano la sicurezza strutturale e la resilienza del sistema energetico europeo e accelerano la transizione dai combustibili fossili».