Milano, 14 dic. - (Adnkronos) - "Al governo non chiediamo assolutamente nulla. Semplicemente andiamo a rinegoziare i contratti nel miglior interesse dei nostri azionisti". E' quanto tiene a precisare l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni che a margine di una nuova iniziativa della societa' risponde cosi' all'ipotesi di una possibile richiesta al governo in materia di compensazioni per quelle rinegoziazioni che rischiano di essere piu' onerose dei contratti. "Non siamo nelle condizioni di chiedere niente a nessuno -ha proseguito Scaroni- e poi non e' il momento di chiedere ne' al governo ne' ai nostri consumatori qualcosa". L'amministratore delegato dell'Eni ha poi sottolineato che per quanto riguarda il tema della sicurezza negli approvvigionamenti "mi sembra opportuno che anche chi e' responsabile di questo, come il ministero, ci butti un occhio. Da questo punto di vista in ogni caso il ministero si e' mostrato nel suo documento che si chiama Sen responsabile al tema". Scaroni ha poi spiegato che "l'Eni entro i prossimi 13 mesi rinegoziera' tutti i contratti, da quello norvegese a quello olandese, da quello libico a quello russo fino a quello algerino".




