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Renato Farina: M5S e Lega, divorzio annunciato. Perché Matteo Salvini e Luigi Di Maio si divideranno

di Cristina Agostinidomenica 9 giugno 2019
Renato Farina: M5S e Lega, divorzio annunciato. Perché Matteo Salvini e Luigi Di Maio si divideranno

5' di lettura

C'è un libro uscito da pochi giorni che parla di populismo, globalismo, sovranismo ed è gremito dei soliti accidenti di vocaboli che sono sputati come semi di zucca dai giornalisti in tivù. Incredibilmente non annoia. Direi che è indispensabile per capire un fenomeno impossibile in natura: l'alleanza tra grillini e leghisti. È il manifesto - e se ci sbagliamo attendiamo smentita - di Giuseppe Conte, e della sua stupefacente abilità nel procedere, come il calabrone che non potrebbe volare, ma lo fa. Uno dei due autori infatti è il capo dell' ufficio stampa di Palazzo Chigi, Alessio Postiglione (l' altro è un imprenditore-economista Angelo Bruscino). Il libro "Popolo e populismo" (Cairo editore, pag. 170, 14) è dotato di un sacco di idee pertinenti e di dati estratti con competenza, ciò che fa escludere sia stato ispirato dai Cinquestelle. È proprio scritto dal punto geografico, pleurico e umano in cui le due correnti, quella gialla e quella verde, si incontrano e scontrano. Il sottotitolo è precisamente il programma ideologico ed emotivo di Conte: "Dalla crisi dell' Europa alla rinascita della democrazia. Come costruire insieme un' Italia migliore". Leggi anche: L'irritazione del premier Conte con i due vice Salvini e Di Maio. Retroscena bomba dal palazzo Il populismo è visto come un "evento di democrazia", è sorto come reazione degli sconfitti dalla globalizzazione: il ceto medio che viene proletarizzato, trattato come uno straccio puzzolente, guardato storto anche dalla Chiesa perché è preoccupato per se stesso invece che dei profughi. Gente che non trova nelle forze tradizionali di sinistra e di centro difensori credibili. BISOGNI E SOFFERENZE - Scrivono Bruscino e Postiglione: nessun fascismo, ma reazione onesta e non eterodiretta a una sofferenza e a bisogni di cui si fanno carico, in modo diverso ma compatibile, soltanto M5S e Lega. Sicurezza e identità. Questo accomuna le aspettative di chi si riconosce nei due partiti. Sicurezza economica con il reddito di cittadinanza e con tasse più basse; sicurezza contro rapine, stupri e mafia; identità italiana però anche orgoglio nordista e meridionale, contro un' Europa che ci distrugge economicamente e ci vuole strappare patria e religione. Certo, dimaiani e salviniani sono diversi, tuttavia potranno durare, creando prosperità e sicurezza, se non saranno i sobillatori della paura (quel ruolo ormai lo rivestono i progressisti, che agitano il terrore del nazismo incombente) ma coloro che rispondono alla paura con la speranza. Insomma: il governo Conte come autentico laboratorio - sulla scorta dell' intuizione di Steve Bannon - verso una nuova democrazia che scavalchi gli angusti concetti di destra e sinistra, e sia una scia di luce per liberare i popoli dalle catene dei poteri senza patria. Sono concetti che non ci trovano impreparati: sono anni che rivendichiamo la dignità di una ribellione della popolazione contro coloro che amano il popolo ma disprezzano il volgo, perché come dice la parola stessa è piuttosto volgare. Non contestiamo Bruscino e Postiglione quando cercano di dimostrare - e ci riescono benissimo - che le colpe di questa situazione, esistenzialmente insostenibile per il ceto medio e quello operaio, siano attribuibili alla sottomissione dell' Italia allo strapotere di Bruxelles e dei poteri finanziari. Gli autori contestano aspramente la tesi fatta propria nella Ue, e impostaci con Monti e poi accettata da Letta, da Renzi (con qualche ribellione) e da Gentiloni (con l' inchino), della "austerità espansiva". Una garrota per i popoli, un giogo imposto da affamatori di cristiani. Essa fu elaborata da Reinhart e Rogoff, e bevuta come oro colato e quindi imposta da Berlino alla Ue. E cioè che in tempi di crisi bisogna tagliare le spese, e in tale modo lo sviluppo è assicurato. Peccato - e questo è incredibile, ma non ne parla nessuno - che l' algoritmo dei due geni era "viziato da un errore di calcolo". È una balla che per crescere si deve ridurre il deficit. Il Giappone ha il 7,5 di rapporto deficit/Pil. A noi ci impiccano se superiamo il 2! E il Giappone ha un debito immensamente superiore a quello italiano: noi il 132% del Pil, Tokyo il 229%! E nessuno parla di commissariamento, di troika, eccetera. Quale è la differenza? Che il Giappone ha una Banca centrale, batte moneta, è alla fine padrone a casa sua o quasi. E noi no. Noi abbiamo la Bce. Abbiamo Maastricht. Siamo tra le grinfie del Moloch. Secondo voi questa Bestia ha paura di Conte? Mah. IL PD È OUT - Con prudenza, senza affermazioni prepotenti, Bruscino e Postiglione invece lasciano intendere di sì, e spiegano perché nel quadro italiano "l' inedita alleanza giallo-verde... grazie alla retorica interna del populismo" può funzionare a lungo. Del resto Forza Italia e Partito democratico sono out, estranei al vento italico. Sì, ammettono, verdi e gialli sono l' opposto, ma "lo stile populista, teorizzando un nuovo asse politico, non più destra-sinistra ma insider-outsider (élite-popolo, cioè, ndr), rende possibile questa unione profana". Si tratta ora da parte di questo governo di puntare sullo sviluppo della conoscenza, della ricerca, dell' istruzione... Campa cavallo. Un bel libro. Un programma notevole. Non la sconfitta della povertà e dell' ignoranza (Dio ci scampi), ma almeno farle dimagrire. Magari. In un populismo perfetto sarebbe così. Ma qui abbiamo i grillini. Lottare contro l' ignoranza e il deficit di conoscenza scientifica con Toninelli e Di Maio a guidare l' offensiva? Ma dai. E proprio per questo non dura. Il governo giallo e verde, anzi - in ordine di potenza percepita - verde e giallo è destinato a deflagrare. Prima è, meglio sarà. È un fatto però che intanto Giuseppe Conte regge, e nonostante gli schiaffoni ha sempre una buona cera, anzi "ottima direi è cera Grey", come nel Carosello con i Brutos. Oggi, con lo sguardo benevolo del Quirinale, Conte è il punto di congiunzione tra le due cifre di una addizione impossibile. Sta dimostrando una capacità formidabile di situarsi come cerniera tra due mondi che sono uno il rovescio dell' altro. Sta facendo surf sulle onde con doti acrobatiche mica male. E questo libro è la tavoletta su cui appoggia i piedi. di Renato Farina

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