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Milano, No Expo, gay e lesbiche in piazza contro le "Sentinelle", l'omofobia e Maroni

di Giulio Bucchidomenica 18 gennaio 2015
1' di lettura

Si è chiusa la manifestazione L'unica malattia è l'omofobia, organizzata da I Sentinelli di Milano contro il convegno Difendere la famiglia per difendere la comunità, a Palazzo Lombardia a Milano. Le oltre 2mila persone si sono date appuntamento per il 14 febbraio prossimo in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, per quella che hanno descritto come "la più grande manifestazione anti-omofobia d'Italia". "Siamo soddisfatti della riuscita di un evento che era nato solo due settimane fa in rete", dice Luca Paladini, uno degli organizzatori.  "Il messaggio che vogliamo inviare - ha aggiunto - è che nel 2015 non si può definire l'omosessualità una malattia. In Danimarca si festeggiano i 25 anni dall'introduzione di una norma contro la discriminazione dei gay, qui in Italia stiamo ancora a discutere se si tratti di una malattia o meno". Il convegno in corso a Palazzo Lombardia sta suscitando polemiche politiche non solo per la presenza di associazioni che definirebbero l'omosessualità "una malattia da curare", ma anche per la presenza di Roberto Maroni e per l'impiego del logo Expo. "Non tolleriamo l'utilizzo distorto del logo e dell'occasione Expo, non tolleriamo che Milano sia costretta nel ghetto dei diritti - ha detto l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino - e ringrazio gli organizzatori perché la manifestazione dimostra che questa non è una città che considera i cittadini gay dei soggetti deboli da ghettizzare".