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LA MALEDIZIONE DI SILVIOTutti i leader di sinistra che hanno dialogato con il Cavhanno perso. Occhio Matteo...

Da D'Alema a Bersani passando per Veltroni: hanno sottovalutato l'avversario e sono rimasti fregati
di Nicoletta Orlandi Postidomenica 19 gennaio 2014
LA MALEDIZIONE DI SILVIOTutti i leader di sinistra che hanno dialogato con il Cavhanno perso. Occhio Matteo...

1' di lettura

Il vantaggio che ha Matteo Renzi rispetto ai suoi predecessori è che Silvio Berlusconi di oggi è più vecchio, alcuni dei suoi l'hanno tradito, ha diverse condanne sulle spalle, lo stanno per spedire ai servizi sociali. Per il resto il neo segretario del Pd dovrà fare molta attenzione quando incontrerà il Cavaliere per discutere sulla nuova legge elettorale: c'è il rischio che anche lui, come i vari D'Alema, Veltroni, Bersani, si lasci incantare da Silvio e quindi soccombere. A recitare la parte del grillo parlante questa mattina è Filippo Ceccarelli che su Repubblica ripercorre gli incontri, le cene, le crostate bipolari, le commissioni bicamerali, i talk show dai quali Berlusconi, sempre troppo sottovalutato, è uscito da vincitore. "Ha reso suicida qualsiasi forma di collaborazione", avverte Ceccarelli spiegando: "il motivo è semplice. Il Cav è tutto fuorché incapace".  Lo sa bene Pierlugi Bersani che con la vittoria in tasca riuscì a perdere contro il Cavaliere. Lo sa bene Massimo D'Alema, che Berlusconi definì: "Il mio più intimo nemico". Fu lui il primo leader di sinistra a rimanere scottato all'epoca della Bicamerale. Lo sa bene Walter Veltroni che dieci anni dopo il fallimento del leader Maximo tento di fare le riforme, incontrò Silvio, ma tutto saltò. Particolare significativo riportato da Ceccarelli: sia nell'incantesimo con D'Alema che in quello con Veltroni a Palazzo Chigi c'era Romano Prodi: l'unico di cui Berlusconi non si è mai fidato. Adesso c'è un suo allievo: Enrico Letta. 

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