Gad Lerner ormai non ci dorme la notte. Ha un obiettivo chiaro: spedire a casa Letta, Saccomanni e Giorgio Napolitano. Un tris da far fuori per far ripartire il Paese. Sul suo blog Lerner, che da qualche tempo siede nella direzione nazionale del Pd, impallina la troika italiana che a suo dire è nelle mani dei burocrati europei. A mandare su di giri l'ex conduttore di Zeta è stata l'intervista del minstro dell'Economia rilasciata a Repubblica oggi, lunedì 6 dicembre. L'accusa - Lerner impallina Saccomanni e con lui il premier e Napolitano: "Un organico disegno di stabilizzazione finanziaria basato sull’armonia con i vertici Ue, su larghe intese parlamentari e quindi sulla durata del governo in carica. La lenzuolata d’intervista programmatica diramata oggi dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, al vicedirettore di “Repubblica”, Massimo Giannini, risuona come una sfida a Matteo Renzi e a tutti coloro che invocano una resa dei conti politico-elettorale. Saccomanni rivendica piena sintonia col primo ministro Letta, col governatore della Bce, Mario Draghi, e implicitamente con la presidenza della Repubblica. Quando Giannini gli chiede se sia verosimile uno sforamento del 3% del deficit per realizzare politiche espansive, come richiesto dal nuovo segretario del Pd, la risposta di Saccomanni è un no secco e inequivocabile". Via tutti - E qui arriva la bordata contro il Colle e contro palazzo Chigi: "Questa sì che è una controversia seria, strategica per il paese. Saccomanni, come già Monti, come Napolitano e altri esponenti italiani della nomenclatura comunitaria (sia detto col massimo rispetto) ritengono controproducente la teoria del “battere i pugni sul tavolo” a Bruxelles. Subire una procedura d’infrazione o comunque assoggettarsi a una supervisione della Troika, per questi uomini dell’establishment sarebbe pericoloso, inutile, disonorevole… fate voi". Il compito di Renzi - Infine affida a Renzi il compito di smantellare i giochi di potere sull'asse Roma-Bruxelles: "Ormai è chiaro che Renzi di fronte a loro dovrà scoprire presto le sue carte se non vuole trasformarsi nel classico “can che abbaia non morde”. Insomma dopo quel "Napolitano al Colle è di troppo", Lerner ci riprova e afferma: "Letta&Saccomanni+Napolitano: chi ha il coraggio di congedarli?"




