Roma, 21 set. (Adnkronos) - Cristo, umano o divino? Cercheranno di rispondere, secondo il loro sentire, studiosi italiani e stranieri all'Universita' della Tuscia di Viterbo dove il 25 e 26 settembre si svolgera' un convegno dal titolo 'Il tempo del Figlio. I filosofi e il Cristo all'inizio dell'eta' moderna'. Fin dai primi secoli del cristianesimo, filosofia e teologia sono cresciute confrontandosi continuamente l'una con l'altra, a volte dialogando, a volte scontrandosi. Il profondo rinnovamento dei saperi cominciato con l'Umanesimo e il Rinascimento ha indotto molti filosofi a dedicare un'attenzione particolare alla figura di Cristo, interpretata in modo molto diversificato. Per alcuni, infatti, la natura divina quasi scompare e Gesu' assurge a modello di perfetta umanita', accanto a Socrate. Per altri invece e' l'aspetto umano che passa in secondo piano, mentre viene esaltato il ruolo di mediatore tra finito e infinito. Per altri ancora Cristo e' un esempio di legislatore, di fondatore di religioni, come Mose', Numa Pompilio e Maometto. Oppure e' solo un impostore. Sempre pero' la sua figura e' stata ed e' significativa ed ha suscitato importanti interrogazioni filosofiche sulla natura dell'uomo, su quella del divino, su quella del legame sociale. Proprio per questo, consapevoli di questi nodi problematici e del loro rilievo storiografico, il Dipartimento di Studi umanistici e sociali della Universita' della Tuscia e la Sapienza Universita' di Roma (nell'ambito del Prin 2010-2011 Atlante della ragione europea. XV-XVIII secolo, Unita' di Roma La Sapienza) hanno organizzato questo convegno a Viterbo che sara' inaugurato il 25 settembre alle 10 nell'Aula 6. Vi prenderanno parte studiosi italiani e stranieri, che confronteranno diversi itinerari di ricerca fra l'eta' dell'umanesimo e l'eta' barocca. I lavori si terranno nella sede del Distu, Complesso di San Carlo, via San Carlo, 32.




