(Adnkronos) - Questa nuova edizione del Dsm ripropone la vexata quaestio dei criteri di classificazione diagnostica, cioe' dei confini tra le diverse categorie diagnostiche e questo sara' l'argomento principe del convegno, ma saranno anche affrontati i problemi relativi ai confini tra patologia psichica e normalita', da un lato, e patologie non psichiatriche dall'altro. Ampio spazio avra' tra, gli altri argomenti, la trattazione dei disturbi psicotici peri quali e' sempre accesa la diatriba tra le diverse Scuole psichiatriche sull'opportunita' o meno di estendere o restringere i confini diagnostici della schizofrenia. La Scuola Pisana di Psichiatria ha sempre sostenuto l'opportunita' di ridimensionare la diagnosi di schizofrenia privilegiando un approccio multidimensionale il cui risultato e' un mosaico di elementi sindromici di rilievo clinico ed anche subclinico che consente un approccio psico- e farmacoterapeutico mirato. Le ricerche condotte fino ad oggi hanno dato supporto a questa posizione. Il professor Giovanni Cioni, co-organizzatore dell'evento, sottolinea che una delle grandi novita' del meeting e' quella di mettere insieme la Psichiatria degli adulti con quella del bambino e dell'adolescente. "Purtroppo come accade nella Pediatria per tanti altri disturbi fisici dell'infanzia - dice - anche per i disturbi della vita mentale, con l'arrivo della maggiore eta', il paziente entra in una sorta di terra di nessuno, dove non e' piu' in carico agli specialisti infantili ed e' uno sconosciuto per quelli dell'adulto. E' il drammatico tema della transizione, sempre piu' attuale proprio per l'urgenza di dare continuita' assistenziale agli artificiosi confini anagrafici che separano l'eta' evolutiva da quella adulta". (segue)



