Roma, 12 giu. (Adnkronos Salute) - Effetto Jolie sulle richieste per la rimozione del seno. A rivelarlo e' Mario Pelle Ceravolo, vice presidente dell'Associazione Italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe), Associazione che ha registrato una crescita esponenziale del fenomeno. "Negli ultimi venti giorni -afferma all'Adnkronos Salute- la richiesta di informazioni sull'asportazione del seno per paura del cancro risulta doppia rispetto al periodo precedente all'operazione della celebrity Angelina Jolie". "Solo nel mio studio - sottoliena Pelle Ceravolo - se prima del caso Jolie registravo una richiesta al mese per interventi di questo tipo, nell'ultima settimana ho gia' raccolto tre richieste". "Sull'onda del caso Jolie - spiega Giovanni Botti presidente dell'Aicpe - molte donne credono di poter risolvere ogni problema sostituendo la ghiandola con una protesi. In realta' questo tipo di intervento e' consigliato solo in casi clinici particolari, in seguito all'indicazione di un oncologo o di un senologo". "L'adenectomia o mastectomia sottocutanea - continua il presidente dell'Associazione - consiste nell'asportazione della ghiandola mammaria con la finalita' di prevenire la formazione di tumori. Da un punto di vista estetico il risultato, che in un primo momento puo' sembrare buono, dopo qualche mese in genere e' piuttosto scadente. Alla scomparsa del gonfiore post operatorio infatti, essendo stata asportata la ghiandola, il volume del seno e' costituito soltanto dalla protesi, che in genere e' posta dietro al muscolo pettorale. Quest'ultimo - conclude Botti - normalmente e' troppo sottile per coprirla e nasconderla adeguatamente. Il rischio di irregolarita' e di visibilita' della protesi e' frequente e il risultato estetico e' spesso discutibile".



