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Sanita': nasce Coordinamento regionale medici precari Sicilia

domenica 16 giugno 2013
Sanita': nasce Coordinamento regionale medici precari Sicilia

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Roma, 16 giu. (Adnkronos Salute) - Nasce a Caltanissetta il Coordinamento regionale dei dirigenti medici precari della Sicilia. Una mobilitazione dal basso che coinvolge molti medici di tutta l'Isola - spiegano i promotori - che intende "porre fine a una lunga fase di precarizzazione cronica", avanzando proposte concrete per la stabilizzazione dei camici bianchi. Perche' "una sanita' che, per effetto dei tagli lineari e del blocco delle assunzioni, si regge sullo sforzo e l'abnegazione di migliaia di medici precari, non ha futuro. Ne va della tenuta stessa dei servizi per i cittadini, oltre che della necessaria valorizzazione dei professionsiti che operano tutti i giorni nelle corsie degli ospedali e degli ambulatori". L'iniziativa fa seguito a una affollata assemblea di medici svoltasi qualche settimana fa a Palermo, al NH Hotel. Un'iniziativa che aveva visto anche la partecipazione di diversi deputati all'Ars, tra cui Concetta Raia (Pd), Nino D'Asero (capogruppo Pdl) e il presidente della VI Commissione legislativa, Pippo Di Giacomo. Del nuovo Coordinamento fanno parte rappresentanti di tutte le aziende sanitarie dell'Isola e di tutti i settori della dirigenza. Coordinatrice stata eletta Emiliana Sanfilippo, dirigente medico presso l'Asp di Catania, mentre segretaria Valentina Brisolese dell'Asp di Caltanissetta. La nuova realta' aderisce al Sindacato dei medici italiani (Smi) che - ricorda una nota - ha una lunga storia di battaglie in difesa dei medici precari, e che al momento della costituzione del Coordinamento era rappresentato da Epifanio Di Natale, responsabile nazionale della dirigenza ospedaliera. Di Natale ha anche sottolineato che in contemporanea con l'assemblea di Caltanisetta, si teneva a Roma un incontro tra i sindacati del settore e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e in quella sede lo Smi ha posto sul tavolo del confronto come priorita' il superamento di questo "grave problema, una cronica consuetudine che accomuna le aziende sanitarie e ospedaliere in tutto il Paese e non solo in Sicilia". (segue)