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Sanita': Belviso su assistenza domiciliare, Ciocchetti legga meglio delibera

domenica 10 febbraio 2013
2' di lettura

Roma, 5 feb. - (Adnkronos) - "Rimango sconcertata da quanto dichiarato dall'on. Ciocchetti che ricordo essere una persona attenta ai problemi delle persone non autosufficienti ma, evidentemente, in questa occasione ha preferito usare strumentalmente la riforma dell'assistenza domiciliare per scopi elettorali o, peggio, non e' riuscito a leggere attentamente il contenuto della delibera 355". E' quanto dichiara in una nota il vicesindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso. "La delibera infatti - continua Belviso - per la prima volta codifica puntualmente il sistema di assistenza indiretta sia per i cittadini con disabilita' che per gli anziani. Questi ultimi, prima della delibera, non avevano diritto al servizio. Per ogni utente poi viene definito, in base al suo bisogno, un budget individuale attraverso il quale puo' scegliere anche il proprio assistente familiare, l'orario e le modalita' di intervento. Queste scelte, fra l'altro, vengono concordate ed effettuate tra l'utente e l'operatore seguendo il contratto collettivo di lavoro degli assistenti familiari". "I municipi poi, ogni mese, erogano i fondi direttamente agli utenti ai quali richiederanno la rendicontazione delle spese sostenute, ogni tre mesi. Quanto al dato relativo alle 10 ore giornaliere piuttosto che alle 16 ore settimanali - aggiunge Belviso - non so veramente da dove l'on. Ciocchetti tragga questo generico riferimento. Ricordo invece che l'approvazione della delibera 355 e' stata salutata con favore anche dai cittadini che usufruiscono dell'assistenza indiretta, come un momento di importante crescita culturale e sociale ottenuta, fra l'altro, grazie ad un confronto costruttivo con tutti gli attori della riforma, durato quasi due anni. Per il futuro, prima di fare proclami privi di argomentazioni reali, - conclude Belviso - invito l'on. Ciocchetti a leggere piu' attentamente il contenuto degli atti amministrativi, evitando cosi' di creare inutili allarmismi sui temi sociali".