Roma, 24 ott. (Adnkronos) - La crescente disoccupazione è una "piaga che tocca tutto il sistema marittimo, e in particolare i lavoratori occidentali". A questo si aggiunge il fatto che "avendo a disposizione lavoratori di paesi poveri, portati ad accettare condizioni di lavoro sfavorevoli e salari molto bassi, talune compagnie di navigazione, prevalentemente extra-europee, assoldano al loro servizio persone la cui dignità viene svilita da un impiego troppo logorante e scarsamente remunerato". Lo denuncia il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, aprendo i lavori, a Salerno, del convegno "Marittimi, bisogni e strutture. Al centro la persona", organizzato dall'Ufficio Nazionale per l'apostolato del mare. L'arcivescovo di Genova prosegue sottolineando come: "la scelta di ingaggiare equipaggi di provenienze e lingue differenti, di fatto limita la capacità di aggregazione e quindi di possibili rivendicazioni". Dunque è "sempre più urgente", secondo Bagnasco, "la conformità a chiare normative internazionali, essendo le legislazioni nazionali del tutto insufficienti a regolare attività che si svolgono in paesi e continenti sempre diversi". "Alla luce di queste constatazioni - aggiunge - dobbiamo affermare con forza che anche in mare, come in ogni altro luogo, l'attenzione primaria va accordata all'uomo, che del lavoro è il centro e il fine. La pastorale marittima - assicura - vigilerà instancabilmente sul rispetto delle persone, creando una sensibilità volta alla promozione di tutti i soggetti coinvolti, mediante una tutela e riqualificazione della forza lavoro".


