(Adnkronos) - "Per quanto ci riguarda gli altri la possono chiamare e pensare come vogliono - spiega Casoria rispondendo a una domanda sulla possibilita' che le due feste possano essere confuse - per noi quella giornata e' dedicata ai Fucacoste e ai Cocce Priatorije. Questo evento non se l'e' inventato qualcuno il giorno prima. Il fatto stesso che c'e' una popolazione che si muove in modo corale significa che affonda in radici lontanissime". "Scatta una voglia di stare insieme e un senso della comunita' in maniera naturale - continua - proprio perche' esiste una consuetudine. Alcune esterorita', per esempio di chi si presenta vestito da diavolo o con le maschere, provocano irritazione, specialmente negli anziani ma anche nei non anziani, come una sorta di dissacrazione. Perche' la nostra e' una festa spirituale, nel senso che, intimamente, noi siamo convinti che quella notte intorno ai fuochi si realizzi l'unione della famiglia di ieri e di oggi. L'obbligo di accensione dei fuochi era una prescrizione che si tramandava nella famiglia, proprio perche' quella notte i nostri defunti vengono a congiungersi con noi e partecipano ai falo' e quando finisce la festa portano con se' cenere da conservare". Una festa di cui non si conosce la data di nascita ma probabilmente si ricollega alla tradizione pagana e latina, poi reinterpretata e adattata anche alla cristianita'. per esempio con la collocazione nel calendario tra il giorno dedicato ai santi e quello dedicato ai morti. La parola dialettale 'Priatorije', del resto, significa Purgatorio. E sempre su Halloween conclude: "Siamo rispettosi nei confronti degli ospiti - dice il professor Casoria - ma ci sentiamo motivati nella nostra consuetudine. Non e' Halloween la nostra festa ma cerchiamo di limitare i danni".


