Torino, 7 ott. - (Adnkronos) - Dal prossimo 1 gennaio cambieranno, in Piemonte, i canoni e le modalita' di concessione per lo sfruttamento delle acque minerali da parte delle aziende d'imbottigliamento. I titolari delle concessioni di acque minerali e di sorgente destinate all'imbottigliamento saranno infatti tenuti alla corresponsione, alla Regione e ai Comuni interessati, di un unico canone annuo calcolato sia sull'estensione della superficie dell'area oggetto di concessione che in rapporto al quantitativo d'acqua imbottigliato. La quota di canone rapportata all'estensione della superficie dell'area oggetto di concessione e' fissata in 35 euro per ogni ettaro o frazione di ettaro, con un minimo di 3mila euro, mentre la quota variabile di canone e' differenziata per scaglioni di quantitativi di acqua imbottigliata, al fine di agevolare le realta' imprenditoriali di minori dimensioni. E' quando stabilisce il nuovo regolamento regionale approvato oggi dalla Giunta piemontese. In Piemonte le imprese di imbottigliamento attive sono 12 e gli addetti del settore sono circa 500. Nella stesura del nuovo regolamento, spiega una nota, la Regione ha voluto non solo tutelare le aziende ma anche premiarle, prevedendo riduzioni e in alcuni casi esenzioni dal canone per tutte quelle imprese che privilegeranno l'utilizzo del vetro o di contenitori ecosostenibili, il recupero dei vuoti a rendere e l'adesione a sistemi di gestione ambientale certificati. Il canone dovuto potra' essere ulteriormente ridotto, in misura comunque non superiore al 70%, a seguito della sottoscrizione di un protocollo d'intesa con la Regione avente ad oggetto l'innalzamento o la difesa dei livelli occupazionali. Tra le novita' introdotte dal regolamento anche il 'contatore': i concessionari installeranno a fini conoscitivi, entro il 31 dicembre 2014, appositi misuratori in ingresso allo stabilimento. Tali strumenti consentiranno di misurare in modo preciso i quantitativi d'acqua complessivamente utilizzati. Il regolamento prevede non solo benefici economici per i Comuni sul cui territorio e' situato lo stabilimento di imbottigliamento ma estende tale possibilita' anche a tutti quei Comuni che, anche solo marginalmente, risentono dell'impatto di tali impianti. (segue)


