Firenze, 7 ott. - (Adnkronos) - "Dialogo per conoscersi, e conoscersi per convivere e condividere; e' la sfida che oggi preme prepotentemente alle nostre coscienze, complici immani tragedie come quella di giovedi' a Lampedusa". L'attualita' complessa degli ultimi giorni irrompe gioco forza nell'incontro in Palazzo Bastogi dedicato agli "Aspetti di dialogo interreligioso e integrazione negli Stati Uniti". Il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci, apre l'appuntamento moderato da Anita Tosi mettendo la cronaca sul tavolo. Seduto accanto al console generale degli Usa Firenze, Sarah Morrison, Monaci richiama la "grande lezione della civilta' americana, che ha saputo farsi tale dalla convergenza di popoli e di etnie diverse, convenute nel mondo nuovo inseguendo una speranza". Il riferimento alle speranze infrante nell'ecatombe di Lampedusa e' a caduta: quella tragedia, dice il presidente dell'Assemblea toscana, ci vede "muti e inorriditi spettatori. E in quanto tali, complici". Anche la comunita' internazionale e' chiamata "ad una coesione finora mai realmente vissuta". Cosi' l'incontro in Consiglio, tarato sulla realta' statunitense che e' e resta "indubbiamente elemento di riferimento imprescindibile ad ogni latitudine", chiama in causa "una lezione difficile da imparare in tempi di crisi, dove la chiusura e' la prima istintiva reazione di fronte all'allargarsi del bisogno a risorse diminuite". Perche' la lezione americana e' "l'imprescindibilita' del superamento di ogni chiusura, perche' il dialogo vi sia e vada a buon fine". Il Consiglio oggi rinnova l'adesione al percorso di dialogo e confronto tra culture e religioni che Monaci definisce "anticamera necessaria per una politica vera di accoglienza ed inclusione, che sappia essere sostenibile". Un obiettivo che si arricchisce della "testimonianza autorevole dell'imam Mohamad Bashar Arafat, resa possibile grazie alla volonta' e all'impegno del Consolato Generale degli Stati Uniti a Firenze" e si conferma nell'invito rivolto a tutti partecipanti: incoraggiare il passaggio ad una collaborazione strategica per una migliore integrazione delle minoranze religiose nella comunita', nella convinzione che il desiderio di etnie diverse di mantenere la propria identita' culturale non sia in contrasto con la volonta' dei piu' di contribuire alla societa' allargata. Una partita che si gioca anche "dove persone di buona volonta' si riuniscono per parlarsi, con il loro bagaglio di diversita' e la disponibilita' a farne condivisione". Li', chiosa Monaci, c'e' l'esempio di un atto "dirompente, per un nuovo modo di essere della comunita', dove la differenza di religione smetta di esser abusata scusante di intemperanze, prevaricazioni e violenze". (segue)


