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Immigrati: 'Carovana diritto asilo' scrive a Barroso, politica miope

domenica 13 ottobre 2013
Immigrati: 'Carovana diritto asilo' scrive a Barroso, politica miope

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Roma, 8 ott. (Adnkronos) - "Egregio Presidente siamo parte dei sopravvissuti del 'viaggio non scelto' nel quale in questi giorni oltre 300 persone hanno perso la vita sulla sponda nord del mare Mediterraneo sulle coste di Lampedusa in Italia. Siamo donne, uomini e bambini costretti ad affrontare quel viaggio per cause legate spesso a guerre sostenute e finanziate dall’economia bellica a partire dai Paesi Occidentali". Si apre così la lunga, e dura, lettera inviata da associazioni di diversi paesi europei - riunite nella 'Prima carovana per il diritto di asilo e la libertà di movimento delle persone' - al presidente della Commissione UeJosé Manuel Barroso, che domani sarà a Lampedusa. Una missiva che denuncia "il fallimento di un’Europa della solidarietà e dell’accoglienza", invocando una revisione delle norme europee e italiane in materia di immigrazione. Le associazioni di rifugiati, migranti e militanti antirazzisti annunciando "un’assemblea europea il 16 novembre a Roma", si definiscono "una delle maggiori conseguenze delle politiche di aggiustamento strutturale imposte da istituzioni internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale alle popolazioni, sempre nella parte sud del mondo e sempre a discapito del bene comune delle stesse popolazioni". "Siamo i sopravvissuti a quel mare Mediterraneo - si legge nella lettera - che invece dovrebbe essere luogo d’interscambio culturale fisico e non teorico, oggi diventato cimitero a cielo e mare aperto. Siamo quelle donne, quei bimbi e quegli uomini ai quali si è cercato e si continua a voler togliere, attraverso la politica degli accordi bilaterali con Governi spesso impresentabili, il diritto alla vita". "Ecco perché - continuano le associazioni - riteniamo ipocriti i richiami di quanti predicano la necessità di una legge sull’asilo mentre continuano nella loro cecità politica e mancanza di volontà nel rimuovere quegli accordi che continuano a calpestare la dignità e i diritti delle persone. Tutto questo si manifesta materialmente con la condivisione e la coercizione della politica fallimentare e disumana delle prigioni etniche e la militarizzazione delle frontiere assieme all’Europa e i suoi stati membri". (segue)