(Adnkronos) - “Capisco le buone intenzioni – ha detto Marco Taradash (Pdl) –, ma rimango perplesso di fronte a questo provvedimento che non è contro la ludopatia ma contro le sale da gioco. In qualsiasi città del mondo ogni 500 metri troviamo sale da gioco e poi si può giocare anche in Internet”. Taradash ha definito l’atto “una legge di corporazione e conservazione dell’attuale equilibrio economico del gioco d’azzardo”. In parziale accordo con Taradash si è detta la capogruppo FdS-Verdi Monica Sgherri, soprattutto sul fatto che la legge dovrebbe prendere in considerazione tutti quegli esercizi che hanno le macchinette come i bar e i tabacchi. “Motivazioni convincenti – ha detto Sgherri – sono alla base dell’atto che esprime la volontà della Toscana di affrontare il tema della ludopatia e di riconoscerlo come dipendenza”. Apprezzamento anche da parte di Enzo Brogi (Pd), secondo il quale la nuova legge “cerca di scoraggiare il gioco. Il Governo – ha spiegato – deve trovare risposte a questo problema con una maggiore severità fiscale”. Brogi ha parlato di “una mole di 90 miliardi di euro legata al gioco d’azzardo, con un guadagno enorme per le attività legate alla malavita e con un’entrata solo del 5,6 per cento per lo Stato”. “Il gratta e vinci – ha concluso – è la terza impresa per entrate del nostro Paese”. La portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni (Pdl) ha espresso voto convinto del suo partito “perché – ha detto – i problemi creati dalla dipendenza dal gioco sono colossali, quindi occorrono contributi”. Gian Luca Lazzeri (Più Toscana) ha apprezzato il lavoro fatto in commissione, l’impegno del presidente Remaschi e l’intervento di Taradash. “È stato scelto -ha detto – di affrontare il problema pensando alle persone come le casalinghe o i pensionati che finiscono i soldi alle macchinette. Si è poi cercato di coinvolgere i gestori dei locali, trasformandoli in soggetti di prevenzione”.


