Palermo, 10 ott. – (Adnkronos) - Un piano industriale che sia in grado di rilanciare il servizio con un numero adeguato di vetture, la riorganizzazione dell'azienda all'insegna del rispetto dei principi di legalità e trasparenza, il contratto di servizio con il Comune, da rendere noto ai sindacati e stipulare subito dato che risale ormai al 2001, ed, infine, certezze per il futuro dei lavoratori. Sono queste le richieste dei sindacati e i principali nodi della vertenza Amat, l’azienda di trasporto pubblico urbano di Palermo, al centro degli ultimi scioperi dei lavoratori, indetti dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa, e spiegati oggi nel corso di una conferenza stampa a Palermo. La prossima giornata di stop per i bus è già stata fissata per venerdì 8 novembre, quando dalle 8.30 alle 17.30 sciopererà il personale di movimento, mentre gli addetti degli impianti fissi ed officina si fermeranno per l’intero turno di lavoro. “Speriamo di poterlo evitare – spiegano i cinque segretari, Gaetano Bonavia (Filt Cgil), Salvatore Girgenti (Fit Cisl), Pippo Governale (Uiltrasporti), Gianni Livigni (Faisa Cisal) e Giuseppe Taormina (Orsa) – , e che il presidente dell'azienda finalmente si decida ad ascoltare le nostre richieste e a confrontarsi con noi sulla reale riorganizzazione”. (segue)


