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Emergenza per la tutela dell'orso bruno marsicano, serve azione urgente

L'appello del Wwf al ministro dell'Ambiente
domenica 13 ottobre 2013
Emergenza per la tutela dell'orso bruno marsicano, serve azione urgente

3' di lettura

Roma, 10 ott. - (Adnkronos) - Il bracconaggio e la mancata gestione del territorio e delle reali emergenze per la tutela dell'orso bruno marsicano sta mettendo a serio rischio di estinzione l’ultima e unica popolazione al mondo di questa specie. A lanciare l'allarme è il Wwf che chiede un intervento del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando perché faccia rispettare gli impegni assunti con la sottoscrizione dei piani di tutela dell’orso sulle Alpi e sull’Appennino (il Pacobace, Piano d'Azione Interregionale per la Conservazione dell'Orso sulle Alpi Centro Orientali, e il Patom, Patto per la Tutela dell’Orso Marsicano) e nei riguardi della comunità internazionale. Il Wwf chiede al ministero dell’Ambiente, alle Regioni e agli enti locali competenti di attuare ogni sforzo possibile affinché la tutela di questa specie simbolo della biodiversità italiana sia efficace, attuando concretamente tutte quelle azioni "che favoriscono la reale convivenza tra le attività dell’uomo e l’orso, nella consapevolezza che va assicurato un futuro a questa specie permettendogli di vivere in spazi idonei e tranquilli”. E chiede alle autorità di Polizia di promuovere le dovute indagini. Con i resti di un esemplare di orso bruno marsicano ritrovati negli ultimi giorni in Vallelonga, all’interno del Parco Nazionale Abruzzo Lazio Molise, salgono a tre gli esemplari trovati morti negli ultimi mesi nei boschi italiani. “Ci auguriamo che le analisi in corso ci sapranno dire in maniera certa e provata le cause della morte, almeno di questi ultimi animali, visto che nei casi passati al momento ciò non è mai stato chiarito. Vorremmo però prima di tutto che le indagini riescano, almeno in questi ultimi casi dove si è accertata la mano dell’uomo, trovare i colpevoli di queste barbare uccisioni”, così il presidente del Wwf Italia, Dante Caserta. Secondo i recenti dati del Parco Nazionale d’Abruzzo, dal 1971 sono tantissimi gli orsi marsicani morti a causa di lacci e bocconi avvelenati e di questi ben 18 sono gli orsi marsicani uccisi da armi da fuoco. Se dell'ultimo esemplare non si conoscono ancora le cause della morte, l’orso Stefano e l’esemplare trovato sulle Alpi sono stati uccisi. "Non è più accettabile che rimangano impunti i responsabili di simili reati contro una specie particolarmente protetta, per la cui tutela da anni ci si sta impegnando a livello europeo, nazionale e locale", fa sapere il Wwf per il quale, dietro il caso delle Alpi, potrebbe celarsi una vera e propria “guerra all’orso”. Per il caso dell’orso Stefano ucciso nel Parco Nazionale d’Abruzzo, sottolinea il Wwf, ancora oggi, a distanza di mesi, si attende il referto veterinario dell’Istituto Zooprofilattico competente. “Serve una azione decisa, puntuale che faccia luce su tutto ciò e ci aspettiamo che chi sta investigando sappia dare risposte precise, cosa ancora mai successa in questi ultimi anni in casi di bracconaggio simili”, commenta Caserta. Alla conservazione dell’Orso bruno in Italia è dedicato il progetto Life europeo “Conservazione dell'Orso bruno: azioni coordinate per l'areale alpino e appenninico”: per favorire la tutela delle popolazioni di Orso bruno delle Alpi e degli Appennini e sostenerne l’espansione numerica, attraverso l’adozione di misure gestionali compatibili con la presenza del plantigrado, la riduzione dei conflitti con le attività antropiche, l’informazione e la sensibilizzazione dei principali portatori di interesse. Sempre alla tutela dell’Orso in Appennino è dedicato il Patom, Patto per la Tutela dell’Orso Marsicano. “Tutte queste importanti iniziative, però, non servono a nulla se continueremo a permettere a coloro che vogliono distruggere gli orsi di agire impunemente”, conclude Dante Caserta.